Scala dei Turchi deturpata: arrivo col furgone e raid, le telecamere incastrano i vandali

Identificati gli autori del raid alla Scala dei Turchi, ricostruito quanto accaduto la notte tra venerdì e sabato

I carabinieri della Compagnia di Agrigento hanno identificato gli autori del raid vandalico alla Scala dei Turchi di Realmonte, grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza e a una raffica di perquisizioni e verifiche effettuate tra Realmonte e Favara, passando anche da Porto Empedocle e la città dei Templi.
Gli investigatori hanno ricostruito quanto accaduto la notte tra venerdì e sabato scorso quando la scogliera di marna bianca è stata deturpata con polvere di ossido di ferro. Due le denunce per l’ipotesi di reato di danneggiamento di beni avente valore paesaggistico.

I filmati della videosorveglianza hanno permesso di accertare che un furgone, un Ford Transit, è giunto di sera alla Scala dei Turchi: dal mezzo sono scese due persone trascinando dei sacchi che contenevano polvere di ossido di ferro.
I sospetti dei carabinieri si sono subito concentrati su un uomo di Favara, già noto per danneggiamenti simili. Il rintraccio e l’ispezione del furgone hanno consentito di rinvenire tracce di polvere di ossido di ferro. Le successive perquisizioni hanno poi permesso di ritrovare, all’interno dei magazzini ispezionati, guanti sporchi della stessa polvere e “ulteriori, inequivocabili, prove“, hanno spiegato gli investigatori.
Due i favaresi – uomini di mezza età – denunciati alla Procura per quello che è stato un puro atto vandalico: uno è Domenico Quaranta, 49 anni, imbianchino. L’uomo era stato arrestato nel 2002 per avere compiuto un attentato alla Metropolitana di Milano e un altro alla Valle dei Templi, usando delle bombole di gas. Per questo era stato anche condannato.

Nel frattempo, la Scala dei Turchi – bene candidato a diventare patrimonio mondiale dell’umanità Unesco – è stata ripulita da un esercito di volontari.