Scuola, a Messina si torna in classe: accolto il ricorso dei genitori al Tar

"È una vittoria del diritto e della difesa del benessere di bambini e ragazzi e del diritto all’istruzione", ha detto il presidente del Comitato Scuola in Presenza Messina, Cesare Natoli

MeteoWeb

Il comitato “Scuola in Presenza” di Messina, aderente alla Rete Nazionale Scuola in Presenza, comunica che il Tar di Catania ha accolto la nostra richiesta di tutela cautelare monocratica e, per l’effetto, ha sospeso l’ordinanza contingibile e urgente del Comune di Messina n. 311 del 9 gennaio scorso, fissando la camera di consiglio per il prossimo 9 febbraio. È una vittoria del diritto e della difesa del benessere di bambini e ragazzi e del diritto all’istruzione. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno appoggiato in questa lotta di civiltà. Da domani, anche gli studenti messinesi potranno tornare in classe“. E’ quanto spiegato dal presidente del Comitato Scuola in Presenza Messina, Cesare Natoli.

Siamo estremamente soddisfatti per il risultato ottenuto dal nostro ricorso. Il Covid ha già messo a dura prova i nostri figli, privandoli della socialità scolastica, nella quale si forma la loro personalità. Abbiamo visto e patito con loro fin troppo. La scuola non può più essere scarificata sull’altare dell’isteria e del facile consenso. Sul piano giuridico, il TAR Catania ha affermato (come già il TAR Campania) che la fattispecie in esame è già normata a livello nazionale con disposizioni di rango primario e non residua spazio per ulteriori interventi contingibili e urgenti, avendo il legislatore nazionale previsto l’adozione di misure specifiche per il contesto scolastico. Il TAR aggiunge anche che “non appare possibile fare riferimento alle difficoltà della situazione ospedaliera, cui deve porsi riparo mediante adeguate misure di natura amministrativa (con l’eventuale incremento dei posti letto o il trasferimento di pazienti che, in ipotesi, non possano essere accolti in terapia intensiva)”. La norma per la verità appariva chiara; ma è servito l’intervento della Magistratura amministrativa per ribadirne il senso ed il valore”, concludono gli avvocati Armando Hyerace, Massimo Nicola Marchese e Aurelio Rundo Sotera.