Non nega il fatto che la pandemia in corso sia una cosa “molto seria” e ovviamente nel suo comune fa “rispettare le norme” in vigore per contrastarla, ma lui ha deciso di non vaccinarsi. A prendere questa decisione è il sindaco di Portico e San Benedetto, nel forlivese, Maurizio Monti, che espresso le proprie idee nel corso di un’intervista rilasciata all’edizione locale de ‘il Resto del Carlino, dopo essere risultato positivo al Covid, domenica scorsa, ma asintomatico dopo un tampone eseguito nella farmacia del paese.
Il primo cittadino non si è sottoposto nemmeno alla prima dose di vaccino: per entrare in Comune alle riunioni, nel pieno rispetto delle regole, “mi sottoponevo al tampone ogni 48 ore“, così da avere il Green pass base con una spesa complessiva di “circa 200 euro al mese. Preciso subito che non sono No Vax – aggiunge – e neppure negazionista, anzi ce l’ho con chi nega il Coronavirus, perché è una questione molto seria e preoccupante“. Ad ogni modo, spiega Monti, “per cinque-sei anni, fino al 1995, ho lavorato per una multinazionale negli Stati Uniti e lì ho conosciuto come funziona l’agenzia del farmaco, la Fda. Quell’ente per dare l’ok a un nuovo farmaco richiede non meno di quattro anni di sperimentazione mentre i vaccini contro il Covid sono stati approvati in pochissimo tempo. Non sono medico, nè esperto di vaccini – prosegue – ma mi attengo alla regola della lunga sperimentazione necessaria per approvare farmaci e vaccini, cosa non avvenuta nel nostro caso“.
Ai cittadini del suo comune, sottolinea ancora il sindaco, ha sempre detto “non guardate a quello che faccio io, ma agite secondo coscienza. Del resto come sindaco ho rispettato tutte le regole e norme sulla pandemia: tamponi, mascherine, gel, igiene delle mani e distanziamento, pretendendo tutto questo anche dagli altri, in particolare nelle strutture come le scuole e la casa di riposo” della cittadina forlivese. In quest’ultima 22 ospiti anziani su 26 sono risultati positivi al Covid così come 11 operatori sanitari su 18. Comunque puntualizza ancora Monti, quella di non vaccinarsi, “è una scelta personale e non in base all’ufficio e al ruolo“. Inoltre, stigmatizza, si tratta di una “questione di giustizia: se lo Stato obbliga i cittadini a vaccinarsi, dovrebbe anche assumersene la responsabilità, non scaricarla su di loro”. In merito al fatto che il quasi il 90% degli italiani sia vaccinato, il sindaco ribatte che “anche il 90% degli italiani era favorevole all’ingresso del nostro paese nella Seconda Guerra Mondiale, ma sappiamo tutti come andò a finire“.


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