Terremoto in Val di Noto: l’11 Gennaio eventi e commemorazioni a 329 anni dal sisma che sconvolse la Sicilia orientale

"Assieme ai terremoti del 1169 e del 1908, quello di Noto è l'evento catastrofico di maggiori dimensioni che abbia colpito la Sicilia orientale in tempi storici"

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L’11 Gennaio del 1693 un terremoto colpì l’area del Val Di Noto, le vittime furono 60.000. Esattamente a 329 anni da quel giorno, l’11 Gennaio del 2022 si terranno conferenze in tutte le scuole di Noto e alle ore 14 e 30 rintocchi di campane in tutte le chiese”: lo ha annunciato Laura Falesi, Presidente Archeoclub D’Italia sede di Noto.
Assieme ai terremoti del 1169 e del 1908, quello di Noto è l’evento catastrofico di maggiori dimensioni che abbia colpito la Sicilia orientale in tempi storici ed inoltre con una magnitudo momento pari a 7,32, sarebbe considerato il terremoto più forte mai registrato sull’intero territorio italiano. Il terremoto di Noto sarebbe anche il ventitreesimo terremoto più disastroso della storia dell’Umanità almeno tra quelli storicamente accertati. Andarono distrutti ben 45 centri abitati, interessando una superficie di circa 5600 km² e causando un numero complessivo di circa 60.000 vittime. Fu, fra l’altro – ha continuato la Falesi – seguito da un maremoto che colpì le coste ioniche della Sicilia e lo Stretto di Messina. L’Archeoclub d’Italia sede di Noto dal 2014 organizza un evento dedicato alla commemorazione del terremoto dell’11 gennaio 1693, che distrusse l’antica città di Noto e l’intero Val di Noto, da cui ha avuto origine la rinascita della città barocca che ha meritato l’inserimento nella Heritage World List dell’Unesco. La manifestazione giunta alla IX edizione dal titolo “Nella ferita la cura: 11 gennaio 1693”, proporrà un focus sugli aspetti geologici e sismici del territorio di Noto e del Val di Noto”. Commemoriamo i 329 anni dal terremoto che distrusse l’intero Val di Noto e da cui nacque il tardobarocco che l’Unesco tutela in otto città del nostro territorio e costituisce una delle principali attrazioni turistiche. Abbiamo scelto di approfondire gli aspetti geologici, carsici e la storia sismica del Val di Noto, perché vogliamo ricordare a tutti il rischio sismico che caratterizza la nostra terra e quindi per sensibilizzare i cittadini e le istituzioni ad una costante attenzione a questi fenomeni e la necessaria messa in campo di politiche per la prevenzione, sia per la tutela della popolazione, sia per la salvaguardia dei monumenti per i quali è necessario un monitoraggio, attraverso l’uso della tecnologia ma anche con il supporto di specialisti e volontari opportunamente formati. Cogliamo anche l’occasione per presentare il film realizzato dal regista Sebastiano Deva con la tecnologia virtuale immersiva con cui racconta la vita a Noto Antica nei dieci minuti che hanno preceduto il terremoto dell’11 gennaio 1693, un progetto pilota in Italia per l’uso delle nuove tecnologie a servizio della cultura”.