Un antinfiammatorio alleato del metabolismo che sgonfia la pancia? Basta un pizzico di una spezia afrodisiaca

Alla scoperta di benefici (e controindicazioni) di una spezia antinfiammatoria: alleata del metabolismo, è digestiva, sgonfia la pancia ed è anche nota per le sue proprietà afrodisiache

MeteoWeb

Una spezia dal sapore intenso, dolce ma non stucchevole, rinomata per le sue proprietà afrodisiache, è anche una grande alleata del metabolismo e della salute cardiovascolare. E’ un antiossidante e antinfiammatorio che in diverse medicine tradizionali viene utilizzato come antimicotico, antidepressivo, digestivo e carminativo, in quanto promuove l’espulsione dei gas dallo stomaco e dall’intestino.
Con la dovuta attenzione sulle dosi, la noce moscata è una spezia dai mille benefici.

Che cos’è la noce moscata

La noce moscata è il seme molto odoroso di un albero sempreverde originario dell’arcipelago di Banda, nelle Molucche (Indonesia), e oggi molto diffuso anche nelle zone intertropicali. Il nome botanico della noce moscata è Miristica fragrans, una pianta unica nel suo genere in quanto produce due diverse spezie: la noce moscata e il macis. Il suo frutto, di colore pallido e simile all’albicocca, una volta maturo si apre in due parti, liberando un nocciolo contenente una noce particolarmente odorosa, la noce moscata. Questo seme è a sua volta protetto da una parte carnosa simile a una reticella: il macis.

Noce moscata

La noce moscata nella storia

Nell’Europa tra il ‘400 e il ‘700, le spezie erano più preziose dell’oro, al punto che le maggiori potenze marinare e commerciali si disputarono a lungo il controllo della loro produzione e del loro commercio, fino a combattere vere e proprie guerre.
Tra le spezie più ricercate vi era anche la noce moscata che, secondo i medici del tempo, curava la dissenteria, la colite ulcerosa e la flatulenza, risvegliando la virilità assopita o, al contrario, placando lo smodato desiderio sessuale. Era persino considerata in grado di prevenire la malattia più temuta: la peste bubbonica. I mercanti europei dell’epoca compravano le spezie a Venezia ed i veneziani, a loro volta, le acquistavano a Costantinopoli, ma la noce moscata veniva da più lontano, dall’attuale Indonesia. I Portoghesi furono i primi europei a mettere piede nell’arcipelago della Banda, un gruppo di 6 isolette vulcaniche, e da allora cominciò una corsa al possesso di queste isole da parte di Inglesi, Portoghesi, Olandesi e Spagnoli.
Alla fine del ‘700 l’Europa fu colta da una vera e propria passione per la noce moscata.
Si preparava in casa il cosiddetto “aceto dei sette ladri”: vi si facevano macerare spezie e aromi e serviva sia come condimento, sia per impacchi o come sollievo per gli svenuti, cui si bagnavano le tempie e si faceva annusare la bottiglia.

Quali sono i benefici della noce moscata

Tante le proprietà della spezia: rafforza il sistema immunitario, è antiossidante, contrasta i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare, calma stress e ansia, riequilibrando lo stato psico-fisico. Migliora la concentrazione, ha effetto analgesico e antibatterico, rivelandosi di grande aiuto contro mal di denti e alitosi.
Ritenuta un afrodisiaco naturale, la noce moscata è consigliata contro nausea, indigestione, gastrite e diarrea; aiuta la digestione, contrasta la formazione di gas intestinali, lenisce il mal di stomaco, depura fegato e reni, favorendo l’eliminazione delle tossine, disinfetta le vie urinarie. E’ preziosa per la pelle, combatte impurità, acne e rughe. Sotto forma di olio essenziale, attenua dolori muscolari e articolari, allevia i reumatismi, purifica il cuoio capelluto, rendendo i capelli forti e lucenti, è consigliata dopo un intenso allenamento agli sportivi, per sciogliere i muscoli.
La noce moscata contiene eugenolo, un fitochimico che si trova  anche nei chiodi di garofano e nel peperoncino, che ha proprietà disinfettanti, funge da anestetico locale, ottimo nelle odontalgie, e antinfiammatorio, analgesico, antibiotico e antielmintico.

Noce moscata, benefici e controindicazioni: il parere degli esperti

Secondo gli esperti dell’Humanitas Research Hospital, ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario,

la noce moscata è rinomata per le sue proprietà afrodisiache. In diverse medicine tradizionali viene inoltre utilizzata come antimicotico, antidepressivo, afrodisiaco, digestivo e carminativo. Ciò che è scientificamente provato è la presenza, al suo interno, di diverse molecole dall’attività antiossidante (fra cui carotenoidi, vitamina A e manganese).
Dal punto di vista nutrizionale, si tratta di una buona fonte di molecole alleate del metabolismo (le vitamine del gruppo B), di minerali necessari per la produzione dei globuli rossi (rame e ferro), di sostanze alleate della salute di ossa e denti (calcio, fosforo e magnesio) e di alleati della salute cardiovascolare (potassio e fibre).
Il consumo di quantità elevate di noce moscata può causare difficoltà di concentrazione, aumento della sudorazione, palpitazioni, dolori fisici e, in casi estremi, allucinazioni e delirio. Particolare attenzione alla sua assunzione è richiesta nel caso in cui si soffra di disturbi psichiatrici“.
Non risultano interazioni tra il consumo di noce moscata e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. In caso di dubbi è bene chiedere consiglio al proprio medico“.

Inoltre, gli esperti Humanitas ricordano che

100 g di noce moscata apportano circa 525 calorie e:

  • 6,23 g di acqua
  • 5,84 g di proteine
  • 36,31 g di lipidi, tra cui: 25,940 g di grassi saturi, 3,220 g di grassi monoinsaturi e 0,350 g di grassi polinsaturi
  • 49,29 g di carboidrati
  • 2,99 g di zuccheri
  • 20,8 g di fibre
  • 102 UI di vitamina A
  • 3,0 mg di vitamina C
  • 1,299 mg di niacina
  • 0,346 mg di tiamina
  • 0,160 mg di vitamina B6
  • 0,057 mg di riboflavina
  • 76 µg di folati
  • 350 mg di potassio
  • 213 mg di fosforo
  • 184 mg di calcio
  • 183 mg di magnesio
  • 16 mg di sodio
  • 3,04 mg di ferro
  • 2,900 mg di manganese
  • 2,15 mg di zinco
  • 1,027 mg di rame

La noce moscata è una fonte di beta-carotene, di beta-criptoxantina e di oli essenziali“.

Come utilizzare e conservare la noce moscata

Questa spezia è impiegata nella preparazione di creme e budini, di purè e salse come la besciamella. Nella cucina italiana esalta il sapore di ripieni di carne e verdure per tortellini, ravioli e cannelloni; nei Paesi nord-europei viene utilizzata per aromatizzare bevande come il vino caldo, punch al rum e l’egg nog, bevanda inglese preparata con birra e uova; mescolata al cardamomo e al curry conferisce al pollo all’indiana un sapore speciale.
La noce moscata, dal sapore intenso, dolce ma non stucchevole, arricchito da note piccanti e da un retrogusto esotico in grado di enfatizzare anche il sapore delle pietanze più semplici, è anche un seme curativo che in arte erboristica viene utilizzato per confezionare decotti e oli essenziali benefici nell’affrontare svariate patologie e fastidi.
Va conservata in luoghi freschi ed asciutti, al riparo dalla luce.

Attenzione alle dosi

In quantitativi superiori a 5 grammi, la noce moscata può comportare una serie di effetti collaterali, la cui gravità varia in base alla sensibilità individuale, all’età e al sesso. Il seme può provocare nausea, vomito, febbre fino a disturbi psichici come allucinazioni visive, dovute alla presenza nella noce di due sostanze chimicamente simili alle anfetamine che portano ad effetti sovrapponibili a quelli causati dall’LSD. Per questo motivo nel ‘900 veniva definita lo “stupefacente dei poveri”.


Si tenga presente che le informazioni presenti in questa pagina sono di natura generale e a scopo divulgativo e non sostituiscono in nessun caso il parere del medico, il primo punto di riferimento a cui ricorrere per avere informazioni, chiarimenti, e a cui affidarsi per consigli o esami.