Astronomia: scoperto “2020 XL5”, il secondo asteroide troiano della Terra

Nonostante l'esistenza di asteroidi troiani terrestri sia teorizzata da molto tempo, la prima osservazione diretta di uno di essi è stata confermata solamente poco più di dieci anni fa. E ora è arrivata la seconda

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“Toni Santana-Ros (TSR) dell’Università di Alicante e dell’Institute of Cosmos Sciences dell’Università di Barcellona, e Laura Faggioli (LF) del Near-Earth Object Coordination Centre (NEOCC) dell’ESA, spiegano l’importanza e le difficoltà legate alla scoperta del secondo asteroide troiano della Terra. Santana-Ros è l’autore principale del ‘paper’ che presenta la scoperta del secondo asteroide troiano della Terra, pubblicato oggi, 1 febbraio, su Nature Communications. Il centro NEOCC dell’ESA ha offerto un contributo importante alla ricerca“, spiega l’ESA in un approfondimento dedicato allo studio.

  • Che cosa sono gli asteroidi troiani?

“TSR: I troiani sono asteroidi intrappolati in regioni dello spazio in cui l’attrazione gravitazionale del Sole e di uno dei pianeti è in equilibrio. Queste regioni sono note come punti di Lagrange.

Gli asteroidi troiani orbitano intorno al Sole approssimativamente con la stessa traiettoria del pianeta e si concentrano in gruppi nei pressi dei due punti di Lagrange stabili: uno davanti al pianeta (L4) e uno dietro di esso (L5).

  • Quanti asteroidi troiani esistono?

TSR: Abbiamo identificato quasi 10.000 troiani di Giove, e qualche decina se mettiamo insieme quelli di Venere, Marte, Urano e Nettuno. Nel 2010, tuttavia, è stato scoperto il primo, e finora unico, asteroide troiano della Terra: 2010 TK7.

Questa seconda scoperta, 2020 XL5, porta il totale a due, ma ce ne sono quasi certamente molti altri che attendono di essere scoperti.

I punti di Lagrange. Credit: NASA/WMAP Science Team
  • Perché i troiani della Terra sono importanti?

TSR: Gli asteroidi sono una capsula del tempo dei primi giorni del nostro Sistema Solare e, grazie ad essi, è possibile apprendere numerose informazioni sull’epoca della formazione dei pianeti.

I troiani della Terra sono particolarmente interessanti, dato che potrebbero essere materiali residui della formazione della stessa. Anche se dovessero provenire da molto lontano, le loro orbite relativamente stabili nei punti di Lagrange della Terra potrebbero comunque renderli destinazioni ideali per una futura missione spaziale.

  • Perché abbiamo individuato così pochi asteroidi troiani della Terra?

LF: A causa della geometria.La posizione relativa nel cielo dei punti di Lagrange e del Sole è fissa. Questo significa che l’incredibile luminosità della nostra stella proviene sempre da una direzione vicina a quella degli asteroidi troiani, limitando notevolmente le nostre possibilità di individuare oggetti così piccoli e scuri.

  • Quindi come avete trovato questo asteroide?

Per fortuna, ci sono piccole finestre temporali poco prima dell’alba e dopo il tramonto quando uno dei punti Lagrange raggiunge il suo picco di altezza sopra l’orizzonte mentre il Sole è nascosto al di sotto di esso. Queste finestre sono brevi, non consentono lunghe osservazioni e costringono gli astronomi a puntare i telescopi ad angolazioni vicine all’orizzonte dove le condizioni di visibilità sono peggiori.

2020 XL5 era un oggetto noto, ma non era stato studiato attentamente. Il nostro team ha utilizzato telescopi in grado di effettuare osservazioni dell’asteroide in queste condizioni difficili e, dopo aver studiato i dati, abbiamo confermato che si tratta proprio del secondo asteroide troiano della Terra conosciuto.

  • Si trova lì da sempre? Rimarrà lì per sempre?

TSR: 2020 XL5 è un asteroide troiano “transitorio”, non rimarrà un troiano terrestre per sempre. Prevediamo che, tra circa 4000 anni, lascerà il punto di Lagrange della Terra, forse finendo in un’orbita altamente ellittica intorno al Sole come molti altri asteroidi.

Questo periodo relativamente breve di stabilità rispetto alla straordinaria età del Sistema Solare significa probabilmente che non ha avuto origine in quel punto durante la formazione della Terra, ma è stato catturato dal nostro punto di Lagrange stabile durante un suo passaggio molti anni dopo.

  • Qual è la sua grandezza? Potrebbe rappresentare una minaccia per la Terra?

LF: Il nuovo asteroide troiano della Terra, 2020 XL5, ha una larghezza di circa 1 km. Queste dimensioni non sono trascurabili per un asteroide, ma la sua posizione nel punto di Lagrange è approssimativamente alla stessa distanza dalla Terra del Sole, e la sua orbita lo manterrà a questa distanza per migliaia di anni.

  • Che cos’è il centro NEOCC dell’ESA?

LF: Il Near-Earth Object Coordination Centre fa parte del Planetary Defence Office dell’ESA. Utilizziamo la nostra rete di telescopi per individuare e studiare oggetti vicini alla Terra (Near-Earth Objects, NEO) e forniamo un punto di accesso centrale a un’intera rete di altre fonti di dati sui NEO.

Sfruttiamo quotidianamente questi dati per studiare le orbite dei NEO e valutare eventuali rischi che rappresentano per la Terra.

  • Che tipo di assistenza ha fornito l’ESA a questa ricerca?

LF: I miei colleghi Marco Micheli e Luca Conversi hanno effettuato osservazioni di 2020 XL5 con i telescopi della rete del NEOCC, tra cui il telescopio dell’Optical Ground Station dell’ESA a Tenerife.

Hanno utilizzato le loro osservazioni per stabilire la posizione dell’asteroide in diversi momenti, posizioni che io e la mia collega Ramona Cennamo abbiamo quindi sfruttato per analizzarne l’orbita. I nostri risultati hanno dimostrato che si tratta di un asteroide troiano della Terra transitorio.

  • Quali sono i prossimi passi?

TSR: Questa scoperta ci incoraggia fortemente a continuare la ricerca di nuovi asteroidi troiani della Terra. L’individuazione di troiani terrestri composti di materiali residui della formazione della Terra sarebbe estremamente utile per svelare molti segreti del Sistema Solare primordiale.

Attualmente, effettuiamo frequenti osservazioni del cielo in collaborazione con il NEOCC. In particolare, siamo alla ricerca di oggetti che potrebbero rappresentare un pericolo per la Terra, ma queste osservazioni di routine a volte rivelano grandi sorprese.

Negli ultimi anni, ad esempio, stiamo individuando una nuova serie di oggetti molto interessanti: asteroidi che orbitano intorno al Sole all’interno dell’orbita terrestre, corpi chiamati IEO (Inner-Earth Object). In futuro, questi saranno in cima alla nostra lista di oggetti da studiare dato che, nonostante la relativa vicinanza alla Terra, costituiscono ancora un territorio di ricerca inesplorato”, conclude Toni Santana-Ros.