Sanremo, lo sfottò di Checco Zalone ai virologi diventati star: “è la fine del sogno, nessuno si spaventa più manco a Codogno. Pandemia ora che vai via lavo i piatti in pizzeria”

Checco Zalone assoluto protagonista del Festival di Sanremo: esilarante la gag in cui prende in giro i virologi diventati star durante la pandemia

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Grande protagonista della seconda serata del Festival di Sanremo, Checco Zalone in una delle sue apparizioni è spuntato sul palco dell’Ariston con un cappello e una sciarpa bianchi nei panni di Oronzo Carrisi, virologo di Cellino San Marco cugino del più celebre Albano Carrisi. Ma dell’illustre parente non vuole parlare, anzi “lo detesto“. “Mi ha rovinato l’esistenza, mi ha oscurato per cinquant’anni, sulla targhetta nello studio avevo scritto ‘cugino di Albano dottor cugini di Albano’ ma finalmente le cose sono cambiate, ora è lui lu cuginu di lu virologo“, spiega il dottor Oronzo, “prima in paese il virologo era sotto il podologo e appena una ‘nticchia sotto l’estetista. Poi c’è stato il riscatto“. Zalone si rivolge quindi a “vulcanologi, tornadologi e maremotologi“: “Non vi preoccupate, prima o poi Fabio Fazio chiama anche voi“, e mostra il suo amuleto: “Il primo tampone positivo di Cellino Sammarco“. Il dottor Oronzo Carrisi spiega che quanto al rapporto con gli altri virologi, “ognuno deve andare contro l’altro, c’è scritto sul patto di Ippocrate. L’unica cosa su cui siamo d’accordo tutti è che non abbiamo capito ‘nu cazz…“. Dopo aver raccontato i suoi momenti di gloria dovuti alla pandemia, il virologo avverte che “la pacchia è finita” e, con un quadro epidemiologico che si fa meno grave, “la gente vogliono uscire, la gente si divertono“. Ed è un problema anche per Amadeus, per il quale il comico pugliese prevede un crollo dello share.

Dopo il dialogo con Amadeus, Zalone ha iniziato con uno starnuto un brano-parodia sui virologi diventati star: “La curva è andata giù, sta per finire il sogno. Nessuno si spaventa più, manco a Codogno. Il bollettino non fa più notizia, e Fazio mi ha già tolto l’amicizia. Sono un virologo sincero e chiedo al cielo, pandemia ora che vai via, che ci faccio con la rosolia? Pandemia, se te ne vai, lavo i piatti in qualche pizzeria. Pandemia, quanta nostalgia delle conferenze in Lombardia“. Il brano, intitolato “Pandemia ora che vai via” è scritt oa da Brusaferro, Rezza, Pregliasco, Galli, Burioni, Locatelli, Crisanti, Bassetti e tutti i virologi italiani, dirige l’orchestra Beppe Virussicchio.  “Ho voluto dividere la Siae con tutti, questi muoiono di fame tra due mesi…” ha detto Zalone.

Foto di Riccardo Antimiani / ANSA
Foto di Riccardo Antimiani / ANSA
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