Covid, Bassetti: “il 40% dei deceduti sono morti per altre cause. Se uno fa un incidente stradale e muore, entra nel bollettino”

Bassetti sul numero di morti giornalieri legati al Covid: "io da medico non mi riconosco in quei numeri. Sono sicuro che molta meno gente oggi muore di Covid e sempre più persone muoiono positive a un tampone, ma di tutt'altro"

L’Italia continua a registrare un numero eccessivamente alto di decessi legati al Covid. Ieri, venerdì 4 febbraio, sono stati 433, che portano il totale del 2022 già ad oltre 10mila. Il tutto risulta ancora più strano se si tiene conto del numero di malati ricoverati in ospedale, molto contenuto rispetto al grande incremento di contagi. Sempre più esponenti politici ed esperti sanitari chiedono chiarimenti su queste cifre: questi decessi sono davvero tutti causati direttamente dal virus?

L’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, in prima linea contro il Covid da febbraio 2020, ha risposto a questa domanda in un’intervista rilasciata all’AGI, in cui racconta ciò che vede in reparto negli ultimi mesi. “Io da medico non mi riconosco in quei numeri. Ho ricoverato 5 mila pazienti e nelle ultime tre settimane non ho morti Covid. Non mi rivedo nei numeri della Liguria e sono sicuro che molta meno gente oggi muore di Covid e sempre più persone muoiono positive a un tampone, ma di tutt’altro”, dice Bassetti. “Nei reparti Covid, a livello ospedaliero, c’è un 40% di asintomatici e oggi avremmo 250 morti Covid e non 400, in linea con il resto d’Europa. Anche a casa e nelle Rsa c’è gente che muore con tampone positivo, ma chi ti può dire che è deceduto per il Covid? Stiamo tamponando 1 milione di persone: se uno fa un incidente stradale ed è positivo finisce nel contenitore Covid e se per caso muore, purtroppo può avvenire, entra nel bollettino“, aggiunge Bassetti.

L’infettivologo, nel rispetto della privacy dei pazienti, fa alcuni esempi: “un signore di 83 anni, entrato al San Martino per problemi di diverticoli, piegato in due dal dolore, viene trovato positivo al tampone, finisce in area Covid e muore. Questa persona è finita nel bollettino dei morti. Ricordo un signore ricoverato per una frattura di femore e tampone positivo. Intervento rimandato, perché non c’era spazio in chirurgia. Il decesso è avvenuto in Pronto Soccorso per complicanze che con il Covid c’entravano zero, eppure è finito nel conteggio”.

In terapia intensiva, la situazione è diversa, ci sono i pazienti più gravi, quelli con insufficienza respiratoria. Ma anche in rianimazione c’è qualche eccezione. “Un paziente con dissipazione aortica è finito in rianimazione per poter essere operato. È purtroppo morto lì da positivo, ma per la dissipazione, il Covid era accidentale. È finito nel bollettino del Ministero della Salute“, racconta Bassetti, che aggiunge: “questi pazienti erano tutti vaccinati, abbiamo fatto le lastre, nessun danno ai polmoni”.

Tornando all’83enne morto a causa dei diverticoli la scheda è: causa primaria ‘arresto cardiaco’, secondaria ‘diverticoli’, terziaria ‘Covid-19’. Questo viene fatto per il trattamento della salma, ma anche qui bisogna cambiare: è un virus endemico e non trattiamo così le salme dei positivi al Meningococco o all’Hiv”, afferma Bassetti. Molto spesso, inoltre, i moduli sono compilati da medici che non conoscono la scheda clinica del paziente, dunque quanto il Covid ha inciso, ma il virus viene comunque inserito. Come fare allora? “Bisogna guardare l’extramortalità e nel 2020 era evidente, nel 2021 già è calata moltissimo, in questi primi mesi del 2022 è nella norma. Morivano, nei mesi invernali 2500 persone al giorno nel 2018 e oggi va più o meno nello stesso modo. Quello che abbiamo visto quest’anno a gennaio, e non nel 2020 dove c’è stata un’emergenza epocale, non è molto diverso da ciò che vedevamo nel 2017, avevamo un iper afflusso nei mesi invernali. Facendo così tanti tamponi però, appare ancora più evidente“, conclude Bassetti.