L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato ieri il consueto bollettino settimanale con il monitoraggio della della sorveglianza integrata sulla pandemia di COVID-19 in Italia. Il documento, già più volte analizzato su MeteoWeb negli ultimi mesi, è l’unica fonte ufficiale delle autorità italiane che fornisce il dato di contagi, ricoveri e decessi per stato vaccinale. Nell’ultimo bollettino fornito ieri, in modo particolare, balza subito all’occhio come la stragrande maggioranza dei ricoveri in ospedale con COVID-19 si stia verificando tra le persone vaccinate, a differenza di qualche mese fa.
Nel periodo preso in analisi dall’Istituto Superiore di Sanità (vedi tabella che riportiamo di seguito), che è compreso tra il 24 dicembre 2021 e il 23 gennaio 2022, nell’arco di un mese in Italia abbiamo avuto 44.173 persone ricoverate in ospedale con il COVID-19. Di queste, ben
28.478, pari cioè al 64,5% del totale dei ricoveri, erano vaccinate con una (1.437), due (18.024) e addirittura tre dosi (9.017). I ricoverati non vaccinati, invece, sono stati 15.695, pari al 35,5% del totale dei ricoverati.
Questo, ovviamente, non significa che il vaccino non serva a diminuire il rischio di ricovero: sul campione totale della popolazione, infatti, nella data di riferimento dei dati, i non vaccinati erano l’11% della popolazione, quindi tra i non vaccinati il rischio di ricovero è più alto rispetto ai vaccinati. Però ormai i non vaccinati sono così talmente pochi che il loro impatto sulle ospedalizzazioni è comunque marginale, rispetto ai vaccinati che – anche con la terza dose – si trovano comune in ospedale in numero sensibilmente superiore. Non sono, quindi, i non vaccinati ad “intasare” gli ospedali e pur riducendone ulteriormente la platea, non cambierebbero significativamente i numeri delle ospedalizzazioni.
