Covid, la Rete Scuola in Presenza chiede l’abolizione di tutte le restrizioni in ambito scolastico: “eliminare anche il Green Pass, priva i giovani di sport e socialità”

La Rete Nazionale Scuola in Presenza ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Mario Draghi, chiedendo di eliminare tutte le restrizioni anti-Covid in ambito scolastico

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La Rete Nazionale Scuola in Presenza, che rappresenta oltre 40 comitati costituiti ognuno da decine di migliaia di persone nella maggior parte delle Regioni italiane, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Mario Draghi, chiedendo di eliminare tutte le restrizioni anti-Covid in ambito scolastico. Nella lettera, ci si sofferma in particolare sull’uso della mascherina a scuola, giudicato troppo limitante per gli studenti e di scarsa utilità in posizione statica, e sul Green Pass, di cui viene chiesta l’abolizione in tutti gli ambiti per i giovani, a partire dai trasporti fino alle attività di svago.

Ecco il contenuto della lettera, che riportiamo integralmente.

Ill.mo Presidente,

a seguito delle recenti dichiarazioni con le quali la S.V. ha confermato la fine dello stato di emergenza per il prossimo 31 marzo, come Rete Nazionale Scuola in Presenza siamo a chiederLe che l’Italia prenda la strada avviata in molti degli altri Stati Europei, andando ad eliminare tutte le restrizioni vigenti. Restrizioni che se da una parte hanno contribuito al contenimento della pandemia, dall’altra possono causare – ed hanno causato – seri danni a livello psicologico, sociale e in termini di relazionalità didattico-educativa soprattutto su bambini e ragazzi.

È a nostro avviso necessario pensare alla ripartenza del Paese e dell’intera Comunità partendo da coloro che hanno sofferto di più durante la pandemia ovvero gli studenti italiani: chiediamo l’eliminazione della mascherina e del distanziamento fisico in ambito scolastico, nonché l’eliminazione del green pass per accedere ad attività quali sport, viaggi di istruzione, ingressi a mostre, cinema, musei, accesso alle biblioteche e ai percorsi formativi scolastici ed extra scolastici.

In relazione alle mascherine, in particolare, ci preme sottolineare come ci siano da tempo perplessità sull’utilizzo delle stesse; è noto, infatti, che solo in Italia, Spagna e Grecia sono state utilizzate sotto i 12 anni; in molti paesi come Svezia, Uk e Olanda non sono mai state utilizzate in classe e in altri paesi come la Francia sono state utilizzate solo in determinate soglie di rischio di contagio (ad esempio in zona rossa) e mai in maniera indiscriminata come in Italia.

Ricordiamo altresì che sono stati pubblicati due studi clinici sull’utilità della mascherina in ambito scolastico: il primo è uno studio danese in cui è stato dimostrato che non ci sono differenze significative sul contagio tra classi in cui si utilizza il dpi e classi in cui non se ne fa uso; nel secondo attraverso lo studio cluster randomizzato in Bangladesh, gli autori hanno dimostrato che la differenza di contagio con mascherina o senza è minima e ha molti limiti. [1]

Sui report dell’Ecdc si legge che “nelle scuole primarie, l’uso delle mascherine è consigliato agli insegnanti e adulti quando non  è possibile garantire il distanziamento fisico, ma mai agli studenti. Nelle scuole secondarie, è raccomandata a tutti (studenti e adulti over 12) solo in caso questi vivano in aree con alta trasmissione comunitaria di Sars-Cov 2.” [2]

È di ieri, la notizia che anche la Cdc americana ha prodotto nuovi protocolli sull’utilizzo della mascherina, che viene eliminata quasi in ogni ambito e utilizzata solo in relazione ai dati di ospedalizzazione delle zone. [3]

L’uso delle mascherine quindi dovrebbe essere previsto solo in determinati casi e solo in soggetti che riescano a farne un uso corretto e seguendo determinate precauzioni, come riporta l’Istituto Superiore di Sanità, (toccare solo gli elastici, sanificarsi sempre le mani prima di ogni utilizzo, non toccare mai la mascherina, non appoggiarla su superfici etc….) altrimenti l’utilizzo delle stesse risulta inutile.

Dal punto di vista pedagogico e didattico la mascherina è uno strumento a dir poco punitivo per gli studenti, poiché la mimica facciale è fondamentale nella relazione didattica tra docente e discente.

Imparare a leggere e a scrivere con la mascherina essendo privati della possibilità di seguire il labiale è un’impresa ardua: non a caso sono sempre di più gli educatori che denunciano la situazione di molti bambini e di molte bambine di sette o otto anni che non sanno ancora leggere.

A fronte di tutto questo ci sembra molto limitato parlare di eliminare solo le Ffp2 – che ricordiamo non sono obbligatorie se non in caso di auto sorveglianza e che non sono mai state a norma per i minori – non pensando neanche minimamente di alleggerire le misure di contenimento che da due anni hanno reso le scuole un luogo freddo e asettico.

Riteniamo necessario che al pari di altri luoghi affollati al chiuso come bar e ristoranti, dove le mascherine non vengono indossate in posizione statica, così si possa fare anche in ambito scolastico.

Per quanto riguarda l’utilizzo del Green pass per gli studenti e per i minori ribadiamo con forza la nostra contrarietà ricordando che tale strumento per gli under 18 è previsto solo in Italia e che nessun altro Paese Europeo ha privato i ragazzi non vaccinati di sport e socialità.

Chiediamo, quindi, la sua completa eliminazione per ragazzi e studenti di ogni ciclo compresi gli universitari.

Lo strumento del Green Pass va contro i principali valori della Scuola come l’inclusività e il superamento delle differenze: se è vero che il green pass non viene richiesto agli studenti per accedere agli istituti scolastici, è inaudito che sia richiesto sui mezzi di trasporto utilizzati dagli studenti per raggiungere le stesse (ed anche questo è un nostro triste primato); è importante sottolineare che questo limita tutte le possibilità di esperienze formative quali ad esempio gite o visite istruttive che sono di fondamentale importanza per la didattica. La scuola non è infatti solo lezione frontale ma è fatta di esperienze, non è luogo chiuso su se stesso ma ha bisogno di aprirsi alla società che la circonda al fine di essere davvero luogo di crescita e di benessere.

Fuori dalla scuola, richiedere ai giovani il green pass per accedere alle attività sportive risulta davvero incoerente con l’obiettivo di tutelare la salute dei cittadini, considerato che allontanare i giovani dallo sport conduce alla malattia anziché alla salute ed anche su questo sappiamo che i dati di obesità infantile e giovanile nonché una tendenza alla sedentarietà sono in forte aumento.

Come genitori, educatori, docenti non possiamo fare a meno di notare quanto i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze abbiano subito un trattamento iniquo rispetto ai coetanei che vivono negli altri paesi europei: riteniamo quindi doveroso e indifferibile per questo Governo considerare con la massima attenzione temi delicati come crescita educativa ed istruzione, rivalutando, se necessario, le proprie posizioni.

Chiediamo che la ripartenza del Paese avvenga davvero dalle generazioni che rappresentano il nostro futuro, da coloro che tra qualche anno si troveranno a ricostruire tra le macerie lasciate da questo triste capitolo della nostra storia.

La scuola è stata la prima a chiudere a marzo 2020, riteniamo che sia doveroso porre fine – sebbene in ritardo – a tutte le privazioni che hanno mortificato le vite dei nostri figli da ormai due anni”.

 

[1]https://www.argmin.net/2021/11/23/mask-rct-revisited/?fbclid=IwAR06Ny–Q3eZcuWeQYzlyAQv8MN2ZC3qa_bcti2K9DXPq33jxTn0jhA5HV8

[2]https://www.argmin.net/2021/11/23/mask-rct-revisited/?fbclid=IwAR06Ny–Q3eZcuWeQYzlyAQv8MN2ZC3qa_bcti2K9DXPq33jxTn0jhA5HV8

[3]https://abcnews.go.com/Politics/cdc-ease-masking-recommendations-70-country-including-inside/story?id=83111596