“Ci stiamo avviando verso una situazione marcatamente favorevole, tutti i numeri ci indicano che questa è la direzione“: lo ha affermato il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli a Sky Tg24 evidenziando che le decisioni prese con l’ultimo decreto “vanno nella direzione di mantenere aperto il paese“. In questi mesi, ha aggiunto, “siamo riusciti a gestire la quarta ondata dovuta ad Omicron mantenendo tutto aperto, a differenza di altri paesi come Germania, Olanda e Austria che hanno dovuto ricorrere a lockdown o a chiusure di attività“. Questo, ha sottolineato, “è stato possibile grazie all’alto numero di vaccinati“. “Si è trattato del 91% che ha ricevuto almeno la prima dose e dell’87-88% che ha completato il ciclo vaccinale. Quindi non è vero che c’è stata una scarsa adesione“.
Se la corsa del virus continuerà a rallentare, “tra qualche settimana potremmo affrontare anche la tematica delle mascherine“. “Vediamo in funzione dei numeri – ha aggiunto – ma la fine di febbraio è una possibilità. Vediamo l’evoluzione della curva epidemica nel paese e in base a quello si potrebbe si deciderà se anticipare o posticipare“.
Saranno “le evidenze scientifiche” a determinare la possibilità di arrivare ad una quarta dose di vaccinazioni e non si esclude che questa potrebbe riguardare solo alcune categorie particolari di popolazione, ha spiegato Locatelli, intervistato da SkyTg24: “In questo momento non abbiamo evidenze scientifiche o dati solidi su quanto dura la protezione quindi la via dell’estensione della terza dose a tempo indeterminato è corretta. Se poi matureranno dati sulla persistenza della protezione con la sola terza dose continueremo su questa strada, se ci saranno dati diversi ridefiniremo i dati temporali“. “Voglio avere una approccio molto ‘laico’ a questo tema della quarta dose, una scelta verrà fatta secondo quanto emergerà“.
Per quanto riguarda invece i vaccini per i bimbi nella fascia di età 0-5 anni, potrebbero essere a disposizione già ad inizio primavera, secondo Locatelli: in questo momento, ha spiegato l’immunologo, si è in attesa dei pareri definitivi sul suo “profilo di sicurezza” anche se il 33% è stato vaccinato nel nostro paese senza presentare criticità mentre il Covid, ha fatto rilevare Locatelli, “proprio in queste ultime settimane ha fatto rilevare il suo tragico effetto su alcuni casi in età pediatrica“.


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