Guerra Ucraina, il piano segreto della Russia per riprendersi anche la Transnistria dalla Moldova. Paura al confine con la Romania

Guerra Ucraina, le indiscrezioni sui piani della Russia: "Putin sta ricostruendo l'Unione Sovietica, con l'Ucraina vuole riconquistare anche la Transnistria"

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La Russia vuole bloccare Kiev e creare un corridoio terrestre verso la penisola annessa della Crimea e verso la regione separatista della Transnistria, in Moldavia. Lo riferisce l’esercito ucraino su Facebook. “Il piano è già chiaro: l’obiettivo principale dell’operazione è bloccare Kiev e creare un corridoio terrestre verso la penisola di Crimea e l’autoproclamata regione della Transnistria. Per questo fino a 200 soldati russi sono atterrati all’aeroporto di Hostomel“, a 35 chilometri da Kiev e ha introdotto nel Paese più di 60 gruppi di battaglioni tattici.

Secondo un esperto di strategia militare della Exeter University contattato dalla Bbc, Jonathan Marco, quella in atto è la prima fase di un’offensiva militare russa che strategicamente punta a sfruttare la preponderanza delle sue forze di terra per isolare la capitale Kiev, battere sul campo l’esercito ucraino e mandare al potere in Ucraina un governo filo-russo. C’è anche il rischio, nota l’esperto, che si possa anche aprire un secondo fronte del conflitto in Transinistria. Questa operazione russa – dice l’esperto – va ben oltre la protezione o addirittura l’espansione delle aree controllate dai separatisti filo-Mosca nell’Ucraina orientale. L’obiettivo dichiarato di Vladimir Putin è la “smilitarizzazione” e la “denazificazione” dell’Ucraina (in risposta, il presidente Zelensky, che è ebreo, ha chiesto: “Come potrei essere un nazista?“). Questi obiettivi potrebbero tradursi nella sconfitta dell’esercito ucraino e nell’imposizione di un governo disposto a eseguire gli ordini di Mosca. Mentre i primi attacchi sono arrivati dall’aria e dai missili, la vera forza della Russia sono le sue forze di terra: armature pesanti, unità meccanizzate e soprattutto artiglieria e razzi. Gli attacchi iniziali contro aeroporti, centri logistici e probabilmente centri di comando e difesa aerea sono rapidamente seguiti da avanzamenti di terra in Ucraina da nord, in Crimea a sud e nelle enclavi separatiste orientali nel Donbass. L’obbiettivo generale potrebbero essere isolare la capitale ucraina Kiev e tagliare i collegamenti e sconfiggere le forze ucraine nell’est del paese. Gli attacchi contro gli aeroporti in Ucraina possono essere anche in parte – nota l’esperto – uno sforzo per scoraggiare e prevenire ulteriori spedizioni di armi occidentali nel paese. Nel frattempo, le esercitazioni russe in Transnistria – un’area separatista della Moldova, che confina con Ucraina e Romania – sollevano preoccupazioni sul fatto che la Russia possa cercare di portare a termine altri “affari in sospeso“. La tensione, quindi, si estende fino al confine tra Ucraina e Romania.

Secondo l’ex ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, già capo di stato maggiore, che dal 2008 al 2011 ha anche guidato il comitato militare della Nato, “Putin, con il controllo di Ucraina, Bielorussia, Transnistria e Crimea, sul confine occidentale della Russia ha ricostruito quasi interamente l’Unione sovietica, a parte i Paesi baltici che però sono nella Nato. Ma credo che sappia di non potere fare un passo ulteriore senza andare alla terza guerra mondiale: capisco le giuste preoccupazioni dei polacchi, sarei terrorizzato anch’io, ma non credo che Putin si spingerà fino a quel punto“. Per quanto, ha ammesso, “nessuno si aspettava nemmeno che sarebbe arrivato a questo punto“.