Il Green Pass, i vaccini e il paradosso dell’antifurto

Il fallimento di campagna vaccinale e Green Pass ribaltato come una "vittoria": ma in realtà è un'offesa a logica e intelligenza. Il paradosso dell'antifurto

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Ogni volta che un politico sostiene che “l’ondata epidemiologica sta finendo grazie ai vaccini e al Green Pass“, si offendono i principi della logica (oltre che l’intelligenza umana) e si ribadisce il “paradosso dell’antifurto“. Riuscite a immaginare di tornare a casa la sera, trovarla svaligiata e anziché interrogarvi sul perché il costosissimo antifurto installato con grande cura e sacrifici non ha funzionato, al contrario prendeste una bottiglia di champagne per festeggiare che grazie all’antifurto i ladri, dopo aver rubato tutto, sono andati via? Ecco, quando un politico celebra l’assurdità secondo cui “grazie a vaccini e Green Pass ne stiamo uscendo” (l’ultimo, ieri, è stato addirittura il Ministro Speranza, ma nei giorni scorsi l’avevano già sostenuto in molti come Sileri, Lorenzin… sarà l’aria di quel dicastero!), si copre di ridicolo proprio come quel tale che brinda alla sicurezza dell’antifurto perché i ladri dopo aver rubato tutto sono andati via come se non scappassero via, allo stesso identico modo, dopo aver rubato anche nelle case senza antifurto. E’ come volersi auto-assolvere da un palese errore, è come volersi auto-giustificare per aver fatto delle scelte costose e pesanti che non hanno dato il risultato sperato. “Eh ma io ho messo l’antifurto, un beneficio devo averlo avuto comunque. A prescindere dai fatti. Senza l’antifurto sarebbe andata peggio, avrebbero rubato anche i pilastri, sicuramente è così, ho fatto bene in ogni caso, non si discutono le mie scelte e quindi viva l’antifurto a prescindere“. E’ la “scienza della fede“, un’evidenza scientifica ribaltata da una sorta di fondamentalismo religioso. Questo oggi sono diventati vaccini e Green Pass: un dogma.

Oggi, infatti, non abbiamo nulla da celebrare a vaccini e Green Pass: si tratta di strumenti introdotti con l’obiettivo di “evitare nuove ondate epidemiologiche“, perché grazie al lasciapassare avremmo dovuto avere la “certezza di ritrovarci in luoghi sicuri, tra persone non contagiate e non contagiose“. Politici e Governo, quindi, hanno raccontato e venduto questo passaporto come uno “strumento di libertà e sicurezza“, non solo a livello mediatico ma anche sotto il profilo normativo: su ogni decreto e Dpcm viene giustificato l’utilizzo del Green Pass “per il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2“.

Come si può quindi sostenere che usciamo da una brutta situazione per merito proprio di quello strumento che doveva evitarla, quella situazione?

Il Green Pass e poi il Super Green Pass sono stati introdotti quando la curva dei contagi era sostanzialmente piatta sullo zero, tra agosto (primo Green Pass in ristoranti al chiuso, stadi e palestre), ottobre (obbligo di Green Pass in tutti i luoghi di lavoro) e inizio dicembre (Super Green Pass), come si può vedere nel grafico a corredo dell’articolo. Quello che è successo successivamente è sotto gli occhi di tutti: dopo queste scelte politiche, che intanto erano riuscite a far vaccinare il 90% degli italiani, è arrivata la peggior ondata di contagi dall’inizio della pandemia, sfiorando addirittura i 250 mila contagiati giornalieri (più di sei volte tanto rispetto al record precedente), al punto che in un mese ci sono stati più contagiati che nei due anni precedenti.

In quest’ondata c’è tutto il fallimento del Green Pass, che non ha garantito né sicurezza né libertà, non ha garantito alcuna immunità, non ha evitato la diffusione del virus né la ha limitata, non ha impedito nuove ondate epidemiologiche anzi è arrivata la peggiore dall’inizio della pandemia. E adesso l’ondata sta finendo, non certo per merito del Green Pass o dei vaccini che invece l’avrebbero dovuta evitare: proprio come i ladri che svaligiano un appartamento, dopo aver commesso il furto vanno via tanto dalle case dotate di antifurto quanto da quelle che invece l’impianto di allarme non ce l’hanno. E infatti la nuova ondata provocata dalla variante Omicron sta finendo ovunque nel mondo, tanto in Italia quanto negli altri Paesi che hanno adottato meno restrizioni, che non hanno mai introdotto alcun Green Pass, e sta finendo persino in quei Paesi che hanno un bassissimo tasso di vaccinazione. Addirittura in alcuni Paesi con meno vaccinati dell’Italia (vedi gli USA, la Croazia o il Sudafrica), non solo l’ondata è finita prima, ma è anche stata meno grave e letale.

Con quale coraggio, quindi, la (mala) politica può continuare a ribaltare la realtà, per giunta riempiendosi la bocca di “scienza”?

Tanto clamore ha fatto la famosa gaffe di Maria Stella Gelmini, allora Ministro dell’Istruzione, quando nel 2011 commentando la scoperta dei neutrini più veloci della luce grazie ad un esperimento del Cern, parlò di un “tunnel lungo dalla Svizzera all’Italia“.

Ma dopo 11 anni non è cambiato nulla. Anzi. Oggi non c’è più neanche una società in grado di ridicolizzare le gaffe dei Ministri che invece vengono accolte come verità assolute e sostenute da improbabili opinionisti tv, titolati giornalisti, esponenti politici e leader di partito semplicemente perché quando le posizioni diventano ideologia, fede e religione, si arriva a negare persino l’evidenza. covid ondate e green pass