Grande attesa per il Consiglio dei Ministri che oggi pomeriggio è chiamato ad approvare nuove norme sulla gestione della pandemia di Covid-19 in Italia all’insegna della tanto annunciata “semplificazione“, rispetto a quello che è ormai diventato un “virus burocratico” come in molti tra i principali attori politici e mediatici sostengono da giorni. Le nuove regole entreranno in vigore da lunedì prossimo, il 7 febbraio, ma in base alle prime indiscrezioni che filtrano dal Governo, la riunione della Cabina di Regia che ha preceduto il CdM sarebbe stato un disastro. L’obiettivo delle nuove regole sarebbe quello di “venire alle richieste della famiglie che consideravano le norme vigenti troppo complicate“. Giusto, belle parole.
Ma poi, sempre secondo le stesse fonti, il nuovo quadro prevedrebbe per i nidi e le materne – quindi da 0 a 6 anni- la permanenza in classe dunque in presenza, fino al 5° caso di positività, con il passaggio in dad per tutti dal 5° positivo in sù. Per la scuola primaria – da 6 anni a 12- scatta quella che in cabina di regia è stata definita come “divaricazione” con la distinzione tra vaccinati e non, fortemente osteggiata dalla Lega ma allo stesso modo sostenuta da tutte le altre forze politiche (centrosinistra e Forza Italia). Alle elementari, infatti, dal quinto caso in su, infatti, resteranno in classe soltanto gli studenti vaccinati, mentre andranno in dad i non vaccinati. A tal proposito è bene precisare che per i bambini con meno di 12 anni fino ad oggi non c’è alcun beneficio burocratico per la vaccinazione: non è stato introdotto il Green Pass e nessuna discriminazione nella scuola. E infatti i bambini vaccinati in modo spontaneo dai genitori sono soltanto il 32% dell’intera platea, una minoranza rispetto al 68% di non vaccinati. Questa norma approvata dalla cabina di regia nel primo pomeriggio di oggi, se passerà in Consiglio dei Ministri, approva la prima discriminazione per i bambini non vaccinati rispetto ai vaccinati, ed è quindi considerata un passaggio molto delicato in tal senso.
Ma la ciliegina sulla torta deve ancora arrivare, ed è quello della scuola secondaria, cioè medie e superiori (dai 12 anni in sù), dove secondo quanto deciso dalla cabina di regia, le maglie “si stringono alla luce del maggior numeri di vaccinati“: basteranno infatti due casi in classe per far scattare la dad dei non vaccinati. Peccato che in quella fascia d’età abbiamo raggiunto l’80% di vaccinati, e che un più alto numero di vaccinati sarebbe semmai coerente con un allentamento delle misure e non certo con una loro restrizione! Molto paradossale che all’asilo o alle elementari la dad scatti con 5 positivi mentre alle medie o superiori ne bastino 2! Se il vaccino fosse davvero una garanzia di sicurezza, dovrebbe essere semmai il contrario!
Altro che “semplificazione“: si susseguono norme su norme che non fanno altro che complicare le cose!
