Energia, Arera: “rientro della crisi fra 2022 e 2024 ma i prezzi del gas resteranno alti”

"I prezzi del gas naturale sono destinati a mantenersi più alti della media storica degli ultimi anni'', ha detto il Presidente di Arera, Stefano Besseghini

MeteoWeb

Le quotazioni forward dei prodotti energetici prefigurano un rientro graduale della crisi fra la fine del 2022 e il 2024 ma, presumibilmente, i prezzi del gas naturale sono destinati a mantenersi più alti della media storica degli ultimi anni”. Lo afferma il Presidente di Arera, Stefano Besseghini, nel corso dell’audizione sulla formazione dei prezzi riguardanti le forniture del servizio di maggior tutela, in commissione Attività produttive alla Camera.

Le attuali quotazioni dei prodotti forward del gas naturale, con le dovute cautele derivanti dalla forte volatilità dei prezzi, si aggireranno intorno a circa 100 euro/mwh fino al termine dell’anno in corso, a circa 65 euro/mwh per il 2023 e a circa 45 euro/mwh per il 2024′‘, ha detto Besseghini.

Alla luce delle incertezze derivanti dall’attuale quadro geopolitico, in cui si sta manifestando la crisi dei prezzi dell’energia in Europa, caratterizzata da scarsita’ attesa dell’offerta di gas naturale, questa Autorita’ ritiene che il costante monitoraggio dei driver e dei comportamenti degli operatori risulti, in questo periodo, ancor piu’ necessario per interpretare gli andamenti dei mercati all’ingrosso e supportare le Istituzioni del Paese nelle scelte di politica energetica. In particolare, e’ opportuno disporre di maggiori elementi per valutare i fattori che hanno inciso sugli andamenti dei prezzi all’ingrosso”, ha affermato Besseghini.

“Una migliore comprensione di queste dinamiche e, piu’ in generale, dei meccanismi di funzionamento dei mercati all’ingrosso, destinati ad essere fortemente influenzati anche dalle recenti scelte degli Stati membri e, in particolare, dell’Italia, di ridurre la dipendenza dal gas russo, rafforzando le importazioni da altri Paesi terzi, richiede necessariamente una maggior visibilita’ sui contratti a lungo termine di approvvigionamento/importazione del gas naturale”, ha spiegato il Presidente di Arera. “I contratti di lungo termine con clausole take or pay prevedevano storicamente una indicizzazione ai prodotti petroliferi con medie intorno ai sei/nove mesi precedenti aggiornate su base mensile/trimestrale e clausole di rinegoziazione con cadenza pluriennale. Sulla base delle informazioni disponibili e’ verosimile ipotizzare che una parte rilevante di questi contratti siano stati oggetto di rinegoziazione/rinnovo negli ultimi anni, con la sostituzione dell’indicizzazione al prezzo del petrolio con quella dei prezzi spot europei. Tuttavia, una parte dei medesimi contratti potrebbe ancora prevedere meccanismi di indicizzazione diversi. Al riguardo, l’Autorita’ valuta molto positivamente l’iniziativa promossa in tal senso dal Governo con il decreto-legge adottato nella riunione del Consiglio dei Ministri del 18 marzo 2022, ‘Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina’, che impone ai titolari dei contratti di approvvigionamento di volumi di gas per il mercato italiano di trasmettere a questa Autorita’ tali contratti, al fine di meglio consentire lo svolgimento dell’attivita’ di monitoraggio“, ha aggiunto Besseghini.