Cambiamenti climatici: temperatura media in aumento nelle grandi città, sempre più diffusa la forestazione urbana. Il 2020 è il meno piovoso degli ultimi 10 anni | DATI ISTAT

Il 2020 l’anno meno piovoso degli ultimi dieci, insieme al 2011, con una precipitazione totale annua di 661 mm

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Nei capoluoghi di regione la temperatura media annua segna un’anomalia di +1,2°C sul valore climatico 1971-2000. In crescita anche alcuni estremi di caldo: +15 giorni estivi e +18 notti tropicali.

La precipitazione totale scende in media di 132 mm sul corrispondente valore del periodo 2006-2015.

Sempre più diffusi gli interventi di forestazione urbana, utili per la mitigazione, presenti in 47 capoluoghi (31 nel 2011), per una superficie complessiva di 11,6 milioni di m².

Nelle tre maggiori città l’inquinamento atmosferico è in lieve miglioramento, ma Milano è penalizzata dalla scarsa presenza di aree verdi, Roma ha il tasso di motorizzazione più elevato e Napoli il parco circolante più obsoleto.

clima dati istat

I Cambiamenti Climatici (CC) rappresentano una delle più grandi sfide per l’umanità e sono strettamente interconnessi alla sostenibilità dello sviluppo e al degrado ambientale. Nell’ultima Conferenza della Nazioni Unite sul Clima COP26 (novembre 2021), 197 Paesi hanno adottato il Glasgow Climate Pact, indicando in +1,5°C l’obiettivo per contenere la temperatura media sotto la soglia critica.

Nel pacchetto clima ed energia Fit for 55 di luglio 2021 l’Unione europea ha adottato strategie di policy per raggiungere entro il 2030, nell’ambito del Green Deal, la riduzione delle emissioni di gas serra del 55%, e fronteggiare i cambiamenti climatici.

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In aumento la temperatura media nelle principali città italiane

Nel 2020 la temperatura media è pari a +16,3°C (calcolata come media dei valori di stazioni termopluviometriche dei 24 capoluoghi di regione e città metropolitane), in aumento di 0,3°C sul corrispondente valore medio del decennio 2006-2015.  Considerando solo i capoluoghi di regione, per i quali sono disponibili serie ampie e complete di dati, la temperatura media, pari a +15,8°C, mostra un’anomalia di +1,2°C rispetto al valore climatico 1971-2000.

In tutte le città le anomalie di temperatura media sono positive e dovute a rialzi della temperatura, sia minima che massima: le più alte si rilevano a Perugia (+2,1°C), Roma (+2°C), Milano (+1,9°C), Bologna (+1,8°C) e Torino (+1,7°C).

Dal 1971 la temperatura media annua mostra un trend crescente per i capoluoghi di regione, con i valori più alti nel decennio 2011-2020. In particolare dal 2014, la temperatura media ha raggiunto i +16°C, segnale di un riscaldamento in atto nei sistemi urbani.

Il 2020 si presenta come l’anno meno piovoso degli ultimi dieci, insieme al 2011, con una precipitazione totale annua di 661 mm (media delle stazioni osservate). Nelle principali città, sovrapposta alla tendenza ad aumento generalizzato della temperatura media, la diminuzione della precipitazione è pari a -132 mm sul corrispondente valore medio del periodo 2006-2015.

Le anomalie negative di precipitazione interessano 22 città, con punte a Napoli (-423,5 mm), Catanzaro (-416) e Catania (-359,7). Nei capoluoghi di regione l’anomalia si attesta in media a -91 mm rispetto al valore climatico 1971-2000 e riguarda 15 città: in testa Napoli (-439,6 mm) seguono Genova (-276,9 mm), Catanzaro (-262,1 mm), Firenze (-221,6 mm), Bologna (-211,9 mm) e Milano (-196).

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Aree di forestazione urbana in aumento in tutti i capoluoghi

La tutela e il potenziamento delle aree verdi ricopre un ruolo importante nella strategia di contrasto al cambiamento climatico. Diversi programmi comunitari e nazionali, fra cui il Green deal europeo, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e il Programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano, sono indirizzati alla realizzazione di nuove aree verdi e di interventi di forestazione urbana e periurbana come misure di mitigazione del cambiamento climatico.

Nell’ambito del Green deal, la L. 111/2019 (“DL Clima”) prevede la realizzazione di nuove foreste urbane e periurbane nei comuni delle 14 Città metropolitane che sono in procedura di infrazione per la qualità dell’aria. La linea di azione 2.3 del Pnrr promuove invece la rigenerazione di parchi urbani e giardini storici, definiti centri di “bellezza pubblica”, e la linea 3.1 prevede la piantumazione di 6,6 milioni di alberi per 6.600 ettari di nuovi boschi urbani e periurbani. Il “Programma sperimentale”, infine, prevede la realizzazione di nuovi spazi verdi in ambito urbano e interventi di forestazione urbana e periurbana nei capoluoghi delle città metropolitane e negli altri comuni con più di 60mila abitanti.

La superficie complessiva delle aree verdi urbane è in continuo aumento: in media +0,4% all’anno dal 2011 (+0,6% nei capoluoghi metropolitani). La disponibilità di aree verdi è massima nei capoluoghi del Nord-est (62,2 m2 per abitante, contro i 27,2 del Centro e il 25,1 del Nord-ovest), minima in quelli del Mezzogiorno (20,8 m2 per abitante al Sud e 19,5 nelle Isole).

Negli ultimi 10 anni la superficie dedicata alla forestazione urbana è progressivamente aumentata (+14,9%). Gli incrementi più marcati si sono registrati nei capoluoghi delle Isole (+31,0 %), seguiti da quelli del Nord (16,3%). Decisamente meno significativi gli aumenti al Centro (+6,0%) e al Sud (+2,5%). A fronte di un aumento medio del 15% dal 2011, gli incrementi risultano più alti tra i capoluoghi delle città metropolitane (+22,7%) rispetto a quelli degli altri capoluoghi di provincia (+12,6%).

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