Clima e ambiente: il permafrost artico si scioglie a causa delle piogge estreme

Il permafrost è alla base degli ecosistemi artici e degli insediamenti umani, e dunque da esso dipende la sopravvivenza stessa del pianeta

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A causa delle piogge estive estreme il processo di scongelamento del permafrost – il suolo artico permanentemente ghiacciato – è sempre più veloce. Negli ultimi 50 anni, la regione artica si è riscaldata tre volte più velocemente del tasso medio di riscaldamento globale. A dare l’allarme è un nuovo studio dell’Università e ricerca di Wageningen, pubblicato su Nature Communications. Gli eventi piovosi estremi sono diventati più frequenti a causa di un clima più caldo, questo il permafrost può scongelarsi anche più velocemente che sotto l’influenza del solo aumento delle temperature.

Il permafrost è alla base degli ecosistemi artici e degli insediamenti umani. Quando il permafrost si scioglie, il terreno perde la sua capacità portante, ma non solo. Il carbonio organico immagazzinato nel suolo ghiacciato si decompone più facilmente in gas serra, come CO2 e metano, e tutto ciò contribuisce al riscaldamento globale. Il rilascio di gas serra attraverso il disgelo del permafrost causa un ciclo di feedback positivo, un processo di autorafforzamento. I ricercatori dell’Università e ricerca di Wageningen hanno condotto un esperimento di irrigazione nella tundra siberiana nord-orientale per studiare gli effetti delle precipitazioni estive estreme sul permafrost. La dottoranda Rùna Magnùsson ha selezionato 20 siti di monitoraggio e ha utilizzato irrigatori per fornire acqua a metà dei siti.

Nel corso dell’esperimento sono stati simulati gli effetti di un’unica estate estremamente piovosa. I siti sono stati monitorati per diversi anni per la profondità del disgelo del permafrost e altre caratteristiche del suolo e della vegetazione. In media, il permafrost si è scongelato il 35% più velocemente nei siti irrigati, lasciando una maggiore quantità di suolo suscettibile alla decomposizione del carbonio del suolo in gas serra. Una scoperta importante è stata che l’effetto di un’estate estremamente piovosa è durato per diversi anni; anche due anni dopo il test degli sprinkler, il permafrost sotto i siti irrigati si stava ancora scongelando più velocemente. Un’ulteriore analisi del modello in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Stoccolma ha rivelato che il permafrost si scongela in modo particolarmente rapido durante i periodi di precipitazioni elevate combinate e temperature dell’aria elevate.

Gli studiosi auspicano  che la ricerca futura riveli la misura in cui la sensibilità del permafrost alla pioggia varia a livello regionale, in modo da poter effettuare stime più affidabili del futuro disgelo del permafrost.