Maree e correnti, piante e animali: il prezioso ecosistema dello Stretto di Messina tra meraviglie e orrori

In una conferenza, che si terrà il 3 aprile, l'ecologo marino Fortunato Alfredo Ascioti parlerà del ruolo che le correnti di marea giocano nel fare dello Stretto di Messina un ecosistema peculiare e per certi versi unico

MeteoWeb

Appuntamento da non perdere Domenica 3 aprile, ore 18.30, presso la sala museo “Il Ferroviere” della Stazione FS di S. Caterina, a Reggio Calabria.

Ospite di “Calabria D’Autore”, l’ecologo marino Fortunato Alfredo Ascioti, con la conferenza dal titolo: “Il paradiso dello zoologo, lo Stretto di Messina come ecosistema prezioso”, in cui si parlerà del ruolo che le correnti di marea giocano nel fare di questo luogo, dall’antico richiamo mitologico, un ecosistema peculiare e per certi versi unico.

Zoomando dalle immagini satellitari fin alle foto aeree e dalle alture più scoscese dello Stretto, si mostrerà come le poderose forze di attrazione del sole e della luna generino enormi risalite di acque profonde provenienti dai lontani mari della Grecia. Poi, come queste stesse correnti fertilizzino, insieme all’apporto delle fiumare, le acque di questo stretto favorendo la fioritura di alghe microscopiche e macroscopiche e l’innesco della feconda tragedia della vita: del mangiare o dell’essere mangiati, in una catena che alimenta tutti gli animali, dal più piccolo al più grande, uomo compreso.

Si mostrerà, dunque, come e da dove nasce tutta la cornucopia di biodiversità che si può osservare, non senza una certa meraviglia, un certo stupore, nelle acque dello Stretto e perché è proprio qui che il pescespada viene a riprodursi nel Mediterraneo ed i pesci abissali si possono trovare spiaggiati lungo le coste. La peculiarità, la preziosità e la bellezza di un luogo del mondo così speciale saranno così svelati a contrasto con l’azione di aggressione, deturpazione e degrado che l’uomo ha perpetrato e continua a perpetrare ai danni di quest’enorme patrimonio naturale dal valore inestimabile, nella speranza che la diffusione della conoscenza ai più possa stimolare l’indispensabile salvaguardia dello scrigno della Fata Morgana.