Energia, Tabarelli: “dobbiamo riaprire davvero le centrali a carbone e dire agli italiani di ridurre i consumi”

Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia: "non possiamo aspettare il prossimo inverno e sperare che le cose migliorino"

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La politica ci gira attorno. Le cose da fare subito sono due: riaprire davvero le centrali a carbone come accade in mezza Europa e dire chiaramente agli italiani che bisogna iniziare a spegnere la luce e ridurre i consumi“: è quanto ha affermato Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, in un’intervista a La Stampa, in riferimento ai piani del governo per affrontare la crisi energetica. “Che cosa non mi convince? Non credo che nel lungo periodo la transizione verde risolverà tutti i problemi. Ma quello che più conta è la strategia nell’immediato: questa è un’emergenza senza precedenti e destinata a durare a lungo, la stiamo affrontando con un ottimismo immotivato. Gli obiettivi di cui parlano Draghi e Cingolani non sono raggiungibili, lo dicono i numeri. La via per sganciarsi dalla Russia non è così breve“.
Sul ricorso al carbone, Tabarelli ha dichiarato: “Altri paesi europei stanno riaprendo davvero le centrali, qui procediamo a bassa voce. Non mi risultano riattivazioni di impianti. Questa crisi sarà dolorosa, è profondamente sbagliato presentarla come una passeggiata che si risolverà con qualche correttivo. Dobbiamo razionare i consumi già in questi giorni in cui fa ancora freddo bisogna spegnere la luce e abbassare il riscaldamento. Non possiamo aspettare il prossimo inverno e sperare che le cose migliorino“.

Sulla scelta del governo di puntare a semplificare le autorizzazioni per spingere le rinnovabili, Tabarelli ha affermato: “Se anche da qui al prossimo inverno la produzione aumentasse del 10%, ed è impossibile che accada, risparmieremmo qualche centinaio di milioni di metri cubi di gas. Poca cosa e anche gli obiettivi di lungo periodo sono irrealizzabili, lo sanno tutti gli operatori del settore. Siamo in emergenza e forse non lo si sta tenendo davvero in considerazione“.