Guerra in Ucraina: Renault resta in Russia e riprende la produzione nello stabilimento di Mosca

Renault ha riaperto il suo stabilimento di Mosca, dopo che la produzione nell’impianto era stata sospesa il mese scorso per problemi logistici insorti dopo l'invasione russa in Ucraina

Molte grandi aziende globali hanno tagliato i legami con la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina ma ce n’è una che va controcorrente. Renault ha riaperto ieri il suo stabilimento di Mosca, dopo che la produzione nell’impianto era stata sospesa il mese scorso per problemi logistici insorti dopo l’invasione russa in Ucraina. Ora una portavoce del marchio automobilistico francese ha confermato all’ANSA che la produzione e’ ripresa regolarmente.

La decisione di Renault di riavviare la produzione ha il sostegno del governo francese, che e’ il suo principale azionista, secondo fonti citate da Reuters. Renault ha una quota che controlla i due terzi della casa automobilistica russa Avtovaz dalla fine del 2016. Cio’ significa che Renault è tra le società occidentali più esposte alla Russia, dove realizza l’8% dei suoi profitti: ha attivita’ piu’ grandi nel Paese rispetto alla maggior parte degli altri competitor europei, con 40.000 dipendenti locali.

Nei giorni scorsi, Avtovaz ha annunciato la ripresa della produzione dopo un blocco imposto dalla penuria di semi-conduttori e dalla guerra in Ucraina. Tuttavia, la ripresa negli stabilimenti di Togliatti e Izhevsk sara’ parziale perche’ riguarda solamente l’assemblaggio dei modelli Lada Granta – marchio simbolo per l’industria motoristica russa – e Niva, un glorioso fuoristrada sovietico molto usato in montagna anche in Italia dagli appassionati di escursionismo e neve.