Guerra in Ucraina, volano i prezzi delle materie prime: nuovo record del grano, balzo del palladio, crescono anche oro e platino

La guerra in Ucraina continua a incidere sui prezzi di metalli e materie prime trattate sui mercati internazionali

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Con la guerra scoppiata in Ucraina e le conseguenti sanzioni, continuano a salire i prezzi delle materie prime, che in questa settimana hanno subito incrementi eccezionali, raggiungendo in alcuni casi massimi storici.

Il gas si e’ portato su nuovi record a 204,15 euro al MWh, con un rialzo del 26,94%, arrivando anche a guadagnare il 29,5% a 208 euro, nonostante le rassicurazioni di Gazprom che ha annunciato il regolare invio di metano in Europa attraverso l’Ucraina, con flussi che raggiungono 109,5 milioni di metri cubi. Per quanto riguarda il greggio, il barile è salito sopra la soglia dei 110 dollari sia per il Wti (+3,17% a 11,14 dollari) sia per il Brent (+2,96% a 113,71 dollari) e l’alluminio (+4,13% a 3.716,5 dollari la tonnellata), di cui la Russia e’ un grande esportatore.

Il rialzo del Nichel oggi è del 9%, a sfiorare con i futures sui contratti da 1.500 chili la quota dei 30mila dollari. La crescita del rame è del +2% a 10.500 dollari per il contratto da 25mila libbre. Il palladio sta per mettere a segno il piu’ grande guadagno settimanale in 2 anni, con il +21,9%, mentre aumentano le preoccupazioni per le forniture dalla Russia. Oggi ha superato la soglia dei 2.800 dollari l’oncia: in particolare, le quotazioni sono salite del 4,1%, a 2.889,70 dollari, al top dal luglio 2021. La Russia rappresenta il 40% della produzione globale del metallo auto-catalizzatore, che gia’ aveva la tendenza al rialzo con le strozzature negli approvvigionamenti delle materie prime.

L’oro e’ in crescita di circa il 3% in questa settimana. La conferma dei rialzi dei tassi di interesse ha limitato i guadagni del metallo giallo che e’ salito dello 0,6% a 1.946,43 dollari l’oncia. In rialzo anche l’argento dello 0,1% a 25,19 dollari l’oncia mentre il platino e’ cresciuto dello 0,8% a 1.088,59 dollari.

La tensione e’ cresciuta, come avviene ormai da giorni, anche sul fronte agricolo. Il grano ha raggiunto il prezzo record di 400 euro la tonnellata alla Borsa di Parigi, guadagnando il 38% in una settimana. A Chicago il future cresce invece del 6,6% a 12,09 dollari a bushel, al top da 14 anni. Sempre sulla piazza americana il mais guadagna l’1,6% a 7,59-1/2 dollari a bushel, dopo aver raggiunto in precedenza il massimo da ottobre 2012 a 7,72 dollari.

Secondo gli analisti, il grano e’ uno dei prodotti agricoli piu’ esposti al conflitto, dato che Russia e Ucraina concentrano circa il 30% della produzione mondiale. L’Onu e altre organizzazioni hanno avvertito che la guerra potrebbe avere un forte impatto sull’approvvigionamento alimentare mondiale, soprattutto nelle nazioni piu’ bisognose.