Il ghiaccio sulla Luna protetto da antichi campi magnetici: l’ipotesi sui crateri gelidi ai poli del satellite

Il ghiaccio presente nei crateri lunari che non vengono mai colpiti dalla luce solare potrebbe essere protetto da antichi residui di campo magnetico

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Per anni, gli scienziati hanno creduto che i crateri gelidi ai poli della Luna contenessero ghiaccio d’acqua, che sarebbe sia un vantaggio scientifico che una potenziale risorsa per le missioni umane. Ora, i ricercatori hanno scoperto una ragione per cui il ghiaccio e’ persistito su un mondo altrimenti arido: alcuni crateri polari potrebbero essere protetti da antichi campi magnetici. Lo rivela una ricerca condotta dall’Universita’ dell’Arizona e presentata alla Lunar and Planetary Science Conference di Houston.

Centinaia di crateri polari sono in ombra permanente a causa della piccola inclinazione della Luna rispetto al Sole, 1,5 rispetto ai 23,4 della Terra. Il sole non sorge mai al di sopra dei loro bordi, mantenendo temperature fino a -250°C. In alcune delle fosse, gli strumenti radar su veicoli spaziali in orbita hanno rilevato la firma riflettente del ghiaccio d’acqua, forse prodotta dall’impatto di una cometa. Nel 2018, gli scienziati che utilizzavano uno strumento a bordo della navicella spaziale indiana Chandrayaan-1 hanno riportato misurazioni che mostravano come le molecole di ghiaccio polare assorbivano la luce infrarossa, alcune delle prove piu’ definitive finora.

Spiegare la sopravvivenza del ghiaccio, tuttavia, e’ stata una sfida. Anche se la luce solare non raggiunge i crateri, lo fa il vento solare e queste particelle cariche possono distruggere il ghiaccio, molecola dopo molecola, in un processo chiamato sputtering. “E’ altamente erosivo. Il ghiaccio sarebbe scomparso in pochi milioni di anni”, ha spiegato Paul Lucey, scienziato planetario dell’Universita’ delle Hawaii, Manoa, che non e’ stato coinvolto nel lavoro.

Il nuovo studio ha dimostrato che anomalie magnetiche, resti dell’antico passato della Luna, potrebbero proteggere alcuni di questi crateri. Sono necessari pero’ ulteriori dati per confermare l’effetto protettivo dei campi. Il team vorrebbe mettere in superficie uno strumento a vento solare, in grado di misurare le particelle cariche che attraversano il bordo del cratere. Attualmente non e’ prevista alcuna missione del genere, ma data la rinnovata attenzione sulla Luna da parte di molte agenzie spaziali, il mistero dei crateri ghiacciati potrebbe essere studiato in maniera piu’ approfondita. “E’ davvero eccitante. Rende queste aree ancora piu’ affascinanti”, ha affermato a proposito della scoperta Jim Green, l’ex capo scienziato della NASA, che non e’ stato coinvolto nel lavoro.