All’Italia servono due rigassificatori: ecco costi e tempi dell’operazione

Al momento, in Italia sono in funzione tre rigassificatori ma per assorbire la nostra quota di Gnl fornita dagli USA all'Europa, servirà acquistarne altri due

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L’Italia segue la politica di diversificazione delle fonti energetiche per uscire gradualmente dalla dipendenza dalla Russia. Nel 2022, gli Stati Uniti forniranno 15 miliardi di metri cubi di Gas naturale liquefatto (Gnl) all’Europa (che diventeranno 50 miliardi entro il 2030), da ripartire proporzionalmente tra i Paesi. “Con la disposizione data al Ministro Cingolani di acquistare due rigassificatori, che sono navi galleggianti, contiamo di essere in grado di assorbire la nostra quota dagli USA”, ha assicurato il Premier Mario Draghi dopo il vertice Ue della scorsa settimana.

Il vantaggio dell’Italia è che abbiamo 5 gasdotti quindi per noi è più facile diversificare rispetto ad altri paesi. Stiamo lavorando per due nuovi rigassificatori, saranno navi galleggianti, e aumentare le riserve dal blocco del Sud Africa. L’unica vera emergenza può essere per il prossimo inverno, per questi mesi abbiamo le riserve, però dobbiamo fare stoccaggi il prima possibile. Nel frattempo abbiamo accelerato le rinnovabili”, ha detto nei giorni scorsi Cingolani a “Che Tempo che Fa” su Rai3.

Le navi metaniere sono terminali galleggianti che trasformano il Gnl, riportandolo allo stato gassoso. “Hanno il vantaggio che possono essere utilizzate finché servono e tolte in qualsiasi momento. Non sono infrastrutture permanenti ma possono fornire un grandissimo contributo all’autonomia energetica dalla Russia”, ha spiegato Cingolani in un’informativa alla Camera del 22 marzo. Il problema è “arrivare in tempo a contrattualizzare le poche navi esistenti”, ha spiegato Cingolani. Una nave metaniera ha un costo che varia a seconda delle dimensioni: va dai 50 a oltre 200 milioni di dollari ma la richiesta potrebbe far incrementare i costi.

La nuova capacità di rigassificazione su navi metaniere potrebbe valere circa 16-24 miliardi di metri cubi e sarebbe realizzabile in 12-18 mesi dall’ottenimento delle autorizzazioni, ha spiegato Cingolani.

Al momento, in Italia ci sono in funzione tre rigassificatori, per una capacità totale del 20% circa del fabbisogno nazionale. I tre rigassificatori sono: la struttura di Olt in Toscana (3,75 miliardi di metri cubi all’anno di capacità autorizzata), progetto nato dalla conversione di una nave metaniera in un terminale galleggiante di rigassificazione; il rigassificatore di Panigaglia in Liguria (3,5 miliardi di metri cubi all’anno), il primo impianto di questo tipo costruito in Italia; Adriatic Lng, in provincia di Rovigo, (8 miliardi di metri cubi all’anno), il rigassificatore più grande in funzione, che si trova a circa 15 chilometri dalla costa.