Libia, rapiti i ministri degli Esteri e della Cultura. Governo chiude lo spazio aereo

Libia sull'orlo di una nuova guerra: rapiti due ministri, governo uscente chiude lo spazio aereo. Il Paese è nel caos

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I ministri libici degli Esteri Hafez Gaddour – ex ambasciatore libico in Italia – e quello dell’Educazione, Salha Al Darawqui, sono stati rapiti stamani mentre era in corso il loro trasferimento da Misurata verso Tobruk dove oggi era prevista la cerimonia di giuramento del nuovo governo di Fathi Bashaga. Lo rendono noto diversi media libici spiegando che il convoglio di auto sarebbe stato al centro di un conflitto a fuoco questa mattina intorno alle 7, mentre lo spazio aereo libico risulta essere al momento chiuso. Una decisione, quella della chiusura dello spazio aereo, per la quale Bashaga si è rivolto al al procuratore generale, Al Siddiq Al Sour: “abbiamo ricevuto informazioni che il precedente governo, il cui mandato è scaduto, si è approfittato dell’autorità, in quanto non esiste una legge per chiudere completamente lo spazio aereo libico: questa è una chiara violazione del diritto di movimento costituzionalmente garantito e un attacco alle autorità costituzionali e politiche, che impedisce loro di esercitare i propri doveri e di svolgere i propri compiti“. Bashaga ha ricordato che il comportamento del governo uscente è “punibile ai sensi dell’articolo 204 del codice penale libico, il quale prevede la pena di morte contro chiunque commetta un atto che impedisca al capo dello Stato, all’autorità legislativa o al governo, in tutto o in parte, di svolgere la propria attività o di esercitare i poteri che gli sono legalmente conferiti, anche se il divieto è temporaneo“.

Gli autori del rapimento sarebbero i membri di “un gruppo armato affiliato” al premier libico Abdel Hamid. “Dbeibah avrebbe rapito il ministro degli Esteri designato nel governo di (Fathi) Bashagha -e forse altri – mentre cercava di recarsi a Tobruk via terra via Misurata, per prendere parte alla cerimonia del giuramento” del nuovo esecutivo. L’informazione di un media libico, Abaadnews, è stata rilanciata su Twitter dal noto analista tedesco Wolfram Lacher riferendosi all’ex ambasciatore libico a Roma Hafed Gaddur. Gaddur, assieme al resto del governo-Bashagha, aveva ricevuto la fiducia dal parlamento l’altro ieri. L’ex-diplomatico, il cui cognome viene traslitterato anche in “Gaddour” o “Kaddour”, ha legami ultradecennali con l’Italia essendo stato fra l’altro ambasciatore in Italia tra il 2006 e il 2012. Il diplomatico ha 63 anni, e frequenta l’Italia dai tempi della sua laurea specialistica in Civiltà asiatiche e africane presso l’Università la Sapienza di Roma. Il suo curriculum lo ricorda Console Generale a Palermo nel 1990-2003, ambasciatore in Vaticano (2003-2006) e a San Marino (2008-2013). Nato a Janzour, Gaddur è sposato e ha tre figli e, fra l’altro, è stato ambasciatore di Libia presso l’Ue dal 2019 fino all’anno scorso. Quest’anno si era candidato per le presidenziali di dicembre poi slittate per ora sine die. All’Italia lo legano anche un posto nel Consiglio di Amministrazione della Libyan Italian University, uno nel Consiglio Scientifico dell’Accademia libica in Italia e i titolo di Grande Ufficiale della Repubblica italiana.

Intanto il primo ministro del governo di unità nazionale libico, Abdul Hamid Dbeibah, ha dichiarato in un video che dare fiducia a un nuovo governo da parte della Camera dei rappresentanti (HoR) è una cospirazione per legittimare l’estensione del mandato per lo stesso parlamento, ribadendo il suo rifiuto di cedere il potere al governo di Fathi Bashagha. Lo riporta il The Libya Observer, secondo cui Dbeibah ha affermato che il nuovo governo non lavorerà sul campo e non avrà alcuna presenza nella realtà, e promettendo di rimanere in carica fino alle elezioni di giugno. “Quello che sta succedendo ora è cedere le autorità dello Stato a una parte che è stato coinvolta in spargimenti di sangue e uccisioni e ha guidato la guerra a Tripoli nel 2019. Coloro che si sono abituati alla guerra non possono farne a meno. Capiscono solo il linguaggio del fuoco e delle armi. Non possono fermarsi, nemmeno con una sconfitta militare, perché una tale sconfitta può far loro desiderare di tornare in modi contorti, che alla fine porteranno allo stesso fallimento“. ha detto Dbeibah, in un chiaro riferimento al generale Khalifa Haftar. Dbeibah ha anche affermato che la maggior parte dei deputati della Camera dei rappresentanti (HoR) si sono rifiutati di partecipare alla sessione di fiducia e hanno detto no alla proroga ma sì alle elezioni. Quanto sta accadendo in Libia, ha detto Dbeibah, è sistematico ed è iniziato con la chiusura della corte costituzionale che avrebbe dovuto fermare le violazioni. Dbeibah ha esortato la Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) ad assumersi le proprie responsabilità fornendo i fatti alla comunità internazionale poiché è stata testimone della “farsa” avvenuta in diretta televisiva al parlamento di Tobruk.  Parlando di una “presunta mossa” del Governo di unità nazionale (Gnu) di Abdel Hamid Dbeibah per “impedire ai parlamentari di partecipare alla cerimonia di giuramento” dell’esecutivo di Solidarietà nazionale di Fathi Bashagha, l’account Twitter della società di consulenza per la sicurezza “Whispering Bell” segnala che c’è stato una chiusura dello spazio aereo su Tripoli e Misurata dalle 23 di ieri alle 9 di stamattina “sebbene rimangano restrizioni sui voli nazionali verso est“. Il rifermento è alla parte della Libia dove – a Tobruk – è insediato il parlamento. La chiusura ha avuto ripercussioni anche in Egitto dove un volo Cairo-Tripoli dell’Afriqiyah Airways è stato cancellato stamattina, come riferiscono fonti aeroportuali nella capitale egiziana.