La malattia di Fedez e la correlazione tra demielinizzazione e tatuaggi

Fedez annuncia una grave malattia: due anni fa aveva avuto la diagnosi della demielinizzazione, un problema molto serio che può avere un legame diretto con i tatuaggi

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Fedez ha annunciato ieri in lacrime di avere “un problema di salute“, senza specificare di che si tratta ma aggiungendo che “per fortuna è stato diagnosticato in tempo” e che dovrà affrontare “un percorso” di cure. L’artista milanese, 32 anni, aveva già parlato dei suoi problemi di salute in un’intervista rilasciata in TV il 5 dicembre 2019 quando aveva detto: “è successo un evento importante, difficile, che mi ha fatto capire le mie priorità. Durante una risonanza magnetica mi è stata trovata una cosa chiamata demielinizzazione nella testa, che è una piccola cicatrice bianca. Sono dovuto restare sotto controllo perché, clinicamente, quello che mi hanno riscontrato è una sindrome radiologicamente verificata, ovvero la demielinizzazione è quello che avviene quando hai la sclerosi multipla“.

La demielinizzazione – patologia semi sconosciuta che ha trovato la ribalta proprio per il caso di Fedez e della sua notorietà – è la scomparsa o il danneggiamento della mielina, un materiale isolante che riveste la maggior parte dei nervi e che necessita di esser mantenuto in ottimo stato per evitare alterazioni nel regolare funzionamento del sistema nervoso. Si presenta solitamente in più aree ove può apparire contemporaneamente oppure in sequenza, provocando una degenerazione a livello cellulare che può essere irreversibile. La causa di demielinizzazione più classica è quella di un’infiammazione, il modo più facile per provocare un danno alla mielina.

La sclerosi multipla è la più comune malattia demielinizzante del sistema nervoso centrale. In questi casi, viene attaccata la guaina mielinica o le cellule che la producono e la mantengono. Questo causa delle lesioni alla guaina e delle infiammazioni che possono riguardare anche le fibre nervose che la circondano. In questo tipo di processo possono anche manifestarsi delle cicatrici che, appunto, vengono chiamate sclerosi.

Si stima che, ogni anno, più di 2 milioni di persone nel mondo vengano colpite da sclerosi multipla. In questi casi, la demielinizzazione avviene soprattutto a livello del cervello, del cervelletto e del midollo spinale. La mielina viene attaccata in maniera diretta dal sistema immunitario che va così a creare delle piccole lesioni. La sclerosi multipla può provocare danni gravi, come: perdita della vista, costante debolezza muscolare, rigidità, cambiamenti nelle sensazioni, perdita di coordinazione, cambiamenti e dolori a livello della vescica e dell’intestino.

Ma ci sono anche numerose altre tipologie di demielinizzazione, riconducibili tutti alle due macrocategorie di demielinizzazione: demielinizzazione infiammatoria e demielinizzazione virale. Nella primo caso, il sistema immunitario attacca direttamente la mielina: ciò è la causa di malattie demielinizzanti, provocate da infiammazioni nel cervello e nel midollo spinale, quali la già citata sclerosi multipla, ma anche neurite ottica ed encefalomielite acuta-disseminata.

Una delle più importanti malattie demielinizzanti di tipo infiammatorio, dopo la sclerosi multipla, è sicuramente la neurite ottica, ossia l’infiammazione del nervo ottico. Come la sclerosi, anch’essa può essere rilevabile attraverso una risonanza magnetica che, ad oggi, è il metodo più sicuro per poter assicurare l’eventuale presenza di placche nel sistema nervoso. Tra le malattie demielinizzanti troviamo anche la sindrome di Guillan-Barre nella quale vengono colpiti nervi periferici.

La correlazione tra demielinizzazione e tatuaggi

La demielinizzazione può essere innescata anche da intossicazione da metalli pesanti, un rischio a cui si espongono tutti coloro che abusano dei tatuaggi, arrivando a tappezzarsi la totalità o buona parte del proprio corpo (al contrario, non c’è alcun rischio di intossicazione da metalli pesanti per chi si limita a uno o pochi e piccoli tatuaggi). Molti medici hanno già più volte lanciato l’allarme osservando le problematiche di salute a cui vanno incontro coloro che presentano ampie superfici del corpo coperte da tatuaggi. Le statistiche diffuse dagli esperti dimostrano che circa il 60% delle persone con tatuaggi soffra di problemi cutanei come prurito, bruciori ed arrossamenti, mentre una percentuale minore soffre anche di sintomi più gravi e persistenti come appunto la demielinizzazione. Nei tatuaggi vengano stesi sulla pelle in media circa 9 milligrammi di pigmenti per centimetro quadrato. L’inchiostro per i tatuaggi è disponibile in molte sfumature cromatiche dal nero classico a quasi tutti i colori. In particolare i colori più forti sono proprio dovuti alla presenza di metalli pesanti, che si presentano soprattutto in forma di minuscole particelle. In merito una frazione dei pigmenti è costituita da nanoparticelle da 10 nm fino a 1 µm, che possono essere fonte di tossicità per l’organismo in seguito alla loro infiltrazione interna e tramite l’induzione dei processi infiammatori

Altre cause di intossicazioni che provocano la demielinizzazione c’è la prolungata esposizione a cui vanno incontro coloro che lavorano in prossimità di vasche contenenti mercurio o altri professionisti che operano a contatto con sostanze tossiche.

Ovviamente non è noto se  il problema di Fedez è legato ai tatuaggi, ma certamente il rapper milanese ne è ricoperto in tutto il corpo, dalle gambe alle braccia, dall’addome a petto, fianco, schiena e persino collo, e in ogni caso la sua problematica – che ci auguriamo risolva nel modo migliore e più rapido possibile – consente di sensibilizzare la popolazione e in modo particolare i giovani su un tema troppo spesso tabù come appunto quello dei rischi provocati dai tatuaggi.

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