“Andate via! Non mi piacciono i russi e Putin”: medico di base caccia una giovane paziente

La giovane di origini russe, ma nata e cresciuta in Italia, era paziente da anni della dottoressa che qualche giorno fa l'ha cacciata dal proprio studio inveendo contro i russi e Putin

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In guerra non ci sono buoni o cattivi. E anche se ci fossero, come purtroppo è spesso capitato nel corso della Storia, fare di tutta un’erba un fascio è sempre pericoloso. Il razzismo e le ingiustizie sono sempre dietro l’angolo, soprattutto quando si compiono determinate azioni o determinati scelte, nella convinzione di patteggiare per l’unica parte giusta. E’ così che, da quando è iniziata la cruenta guerra in Ucraina, l’avversione nei confronti delle azioni e delle decisioni di Vladimir Putin, si è trasformata troppo spesso in odio nei confronti di un intero popolo che, checché se ne dica, Putin non può rappresentare interamente.

L’assurda cancel culture che si è cercato di mettere in campo nei confronti della Russia e della sua popolazione si manifesta anche in piccole, grandi ingiustizie quotidiane perpetrate ormai da troppi, in Occidente. Proprio come è accaduto in questi giorni in un piccolo comune emiliano.

Andate via, siete russi, non venite più nel mio studio“. Sarebbe questo che un medico di base avrebbe detto ad una ragazza di origini russe, invalida al cento per cento. La dottoressa, che ha in cura la giovane da anni a Casalecchio di Reno, avrebbe così liquidato la ragazza. A raccontarlo è proprio quest’ultima, Lidia Malica Davidenco, 19 anni, studentessa dell’Alma Mater, iscritta al corso di Economia del turismo europeo a Rimini, che ha deciso di denunciare la professionista per diffamazione aggravata, presentando anche un esposto all’ordine dei medici.

In base a ciò che riferisce la ragazza, lo scorso 21 marzo si è recata nello studio della sua dottoressa, sempre a Casalecchio, per chiederle di compilare un modulo che attesti la sua disabilità, ovvero sordità al 99%. Il documento le sarebbe tornato utile per acquistare un computer da usare all’Università a Iva scontata, come prevede la legge per chi soffre della patologia in questione. La dottoressa, però, avrebbe dichiarato che non era lei a dover rilasciare l’attestazione, ma un otorino. Nel dubbio, però, avrebbe voluto consultare con un altro collega. La ragazza a quel punto le avrebbe fatto notare che già in altre occasioni le aveva rilasciato il medesimo documento. Ed è stato in quel momento che la dottoressa avrebbe perso la pazienza, allontanando la giovane dall’ambulatorio e chiamando i carabinieri.

In ambulatorio, intanto, è arrivata anche la nonna della ragazza che avrebbe cercato di convincere la dottoressa, ottenendo però l’effetto di indispettirla ancor di più. “Andate via – avrebbe riferito a Lidia comunicandole di averla anche tolta dall’elenco dei pazienti –. Non mi piacciono i russi, non mi piace Putin“. Nel frattempo sono giunti sul posto i carabinieri che, riportata la calma, hanno chiesto alla professionista di compilare il modulo della discordia.

Sono nata in Italia e sono cittadina italiana – ha riferito poi Lidia –. Sono paziente della dottoressa da anni e, fino allo scoppio della guerra in Ucraina era sempre stata disponibile, corretta e professionale“. La giovane ha ora la sua attestazione per acquistare il computer, ma dovrà cambiare medico dato che la dottoressa l’ha eliminata dall’elenco dei suoi pazienti.