Russia, si ferma anche la produzione delle gloriose “Lada”

Russia, mercati e sanzioni bloccano la produzione delle auto della gloriosa "Lada"

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Anche le fabbriche che producono le Lada, le auto simbolo dell’autosufficienza della Russia durante la Guerra Fredda, si sono dovute fermare, per mancanza di pezzi di ricambio. Le sanzioni occidentali hanno costretto la casa madre della società automobilistica russa a mandare a casa migliaia di operai, perché mancavano i componenti per assemblare le auto. L’esclusione della Russia dal sistema di pagamenti interbancari Swift ha reso difficile per le aziende russe negoziare con i fornitori. Le rotte di approvvigionamento, in particolare quelle attraverso l’Ucraina, sono chiuse e la svalutazione del rublo ha reso i pagamenti della componentistica proveniente dall’esterno della Russia troppo costosi.

L’interruzione della produzione delle Lada all’epoca dell’Unione Sovietica e della Guerra Fredda sarebbe stata impensabile. La Lada-Vaz nacque per decisione del governo sovietico, che deliberò la creazione di un colossale impianto per la produzione di automobili “popolari” da ubicare sulle rive del Volga. La costruzione degli stabilimenti venne affidata alla Fiat e il 15 agosto 1966 la casa torinese e l’Urss decisero che quel paesino sul Volga, dove sarebbe sorto un enorme impianto di 270 km di linee di montaggio e con la capacità produttiva di un milione di auto l’anno, sarebbe diventato la Città dell’auto Togliatti, con il nome del leader del Pci. La fabbrica venne inaugurata ufficialmente nel 1970 e quello stesso anno iniziò la produzione della Lada-Vaz 2101, ovvero una Fiat 124 modificata dalla stessa Fiat che aveva fornito anche le licenze di costruzione. I russi chiamarono l’auto Zigulì, una vettura che come la 600 contribuì alla motorizzazione di massa dei russi e restò in produzione fino al 2012, rimanendo per anni l’auto più venduta anche nella Russia postsovietica.

Lada-Vaz 2101

Oggi però Avtovaz, che è di proprietà della francese Renault, si è dovuta fermare perché più del 20% dei componenti, dai connettori all’elettronica chiave, provengono dall’esterno della Russia. “Se il commercio si ferma, Avtovaz si ferma“, ha detto un ex membro del consiglio Avtovaz. “Putin sa che non può farle da solo“. Ci sarebbero voluti mesi o addirittura anni per far ripartire la produzione senza il supporto della Renault, ha aggiunto l’ex membro del consiglio. Un portavoce di Avtovaz ha affermato che la società prevede l’inattività dei suoi impianti almeno fino all’11 marzo a causa della carenza globale di chip che ha colpito i produttori di auto in tutto il mondo. E si è rifiutato di commentare le sanzioni. Lada è l’unico marchio automobilistico della Russia con una quota di mercato significativa, pari al 21% lo scorso anno. La maggior parte dei produttori di auto stranieri hanno già sospeso la produzione di veicoli nelle loro fabbriche in Russia. Il paese ha un parco auto di circa 46 milioni di autovetture, con un’età media di quasi 15 anni.