Il 6 aprile 2009, alle ore 03:32 la terra tremò e una violentissima serie di scosse, la più forte di magnitudo di 6.3, devastò L’Aquila e molte aree della provincia: la catastrofe colse nel sonno migliaia di persone radendo al suolo case, monumenti, edifici storici, ospedali, università, così come la Casa dello Studente, che poi diventerà uno dei simboli del sisma, con le sue 8 vittime.
Il bilancio finale fu un bollettino di guerra: 309 vittime, 1.600 feriti, di cui 200 gravissimi, circa 70mila gli sfollati, di cui 13 mila studenti universitari fuori sede.
Oltre 35mila scosse, una media di una scossa ogni due minuti e mezzo furono registrate dal 6 aprile in poi. I primi movimenti tellurici erano stati registrati a dicembre 2008, poi fu un continuo di scosse che allarmarono non poco la popolazione fino al terremoto del 6 aprile.
Nella notte L’Aquila si è stretta nel ricordo del sisma e delle vittime. Per il 13° anniversario è tornata la fiaccolata, sospesa nel 2020 e nel 2021 a causa delle restrizioni Covid. Alle 21 di ieri nell’area antistante il tribunale, in via XX Settembre, si sono radunati i cittadini, il Comitato familiari delle vittime e le autorità con le torce in mano.
Alle 03:32 sono suonati 309 rintocchi dal campanile della chiesa in memoria di chi ha perso la vita. Oggi è stato proclamato il lutto cittadino con l’esposizione a mezz’asta, e listate a lutto, delle bandiere sugli edifici pubblici.





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