Siglato l’accordo sull’aumento delle forniture di gas dall’Algeria: volumi crescenti dall’autunno

L'accordo siglato tra Eni e Sonatrach consente di aumentare le quantità di gas trasportato attraverso il gasdotto TransMed: fino a 9 miliardi di metri cubi di gas all'anno nel 2023-24

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Nel corso della visita in Algeria del Presidente del Consiglio Mario Draghi, Eni ha firmato un accordo con Sonatrach per garantire maggiori forniture di gas all’Italia, con “volumi crescenti a partire dal 2022” e “fino a 9 miliardi di metri cubi di gas all’anno nel 2023-24″. Lo ha annunciato la società con un comunicato, spiegando che l’intesa è stata firmata alla presenza del Presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune e del Presidente del Consiglio italiano, dal Presidente di Sonatrach, Toufik Hakkar, e dall’Amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi.

L’accordo consentirà a Eni di aumentare le quantità di gas trasportato attraverso il gasdotto TransMed/Enrico Mattei, nell’ambito dei contratti a lungo termine di fornitura di gas in essere con Sonatrach a partire dai prossimi mesi autunnali, confermando la forte cooperazione fra i Paesi. L’accordo tra Eni e Sonatrach, prosegue il comunicato, le cui basi erano state gettate durante la precedente visita ad Algeri di Descalzi e del Ministro Luigi Di Maio lo scorso 28 febbraio, è stato definito e firmato in tempi record a seguito di intense negoziazioni che hanno coinvolto nell’ultimo mese il top management delle due aziende.

Oggi è un giorno speciale per le relazioni tra Italia e Algeria, in particolare per Eni e Sonatrach: grazie alla collaborazione stretta e di lunga data tra le due società si è riusciti in così poco tempo e con uno enorme sforzo congiunto a firmare questo importante accordo che consolida ulteriormente la partnership tra le aziende e rafforza la cooperazione tra i nostri Paesi“, ha commentato Descalzi, ringraziando le istituzioni algerine e Sonatrach.

L’accordo non termina nel 2024 ma il flusso sarà costante o su una rampa che andrà a crescere: da Algeri avremo circa 3 miliardi di metri cubi in più di gas subito, altri 6 nel 2023 per arrivare a 9 miliardi, circa 3 miliardi di gas e 3 di Gnl“, ha detto il Ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani interpellato ad Algeri sull’intesa sull’aumento delle forniture di gas algerino.

L’Algeria è il secondo Paese fornitore di gas per l’Italia dopo la Russia, secondo i dati del Mite. Attraverso il gasdotto Transmed, che unisce l’Algeria all’Italia passando attraverso la Tunisia con approdo in Sicilia a Mazara del Vallo, lo scorso anno è arrivato in Italia il 28% delle importazioni totali di gas, circa 21 miliardi di metri cubi. Dalla Russia il 43,3% per circa 30 miliardi di gas. La capacità del gasdotto è di 30 miliardi di gas.

Altri fornitori di gas all’Italia

Complessivamente sono sette i Paesi con cui l’Italia sarebbe in trattativa per nuove forniture di gas. Oltre all’accordo raggiunto con l’Algeria, ci sono anche Azerbaigian, Libia, Qatar, Congo, Angola e Mozambico. L’impegno dell’Azerbaijan sarebbe quello di fornire attraverso il Tap altri 2,5 miliardi di metri cubi di gas naturale fino a 9,5 miliardi. Inoltre è in corso un’analisi di mercato per il raddoppio del gas trasportato fino a 20 miliardi di metri cubi. In caso di esito positivo, servirebbero circa 4 anni per la realizzazione ma non ci sarà bisogno di nuove infrastrutture.

Anche la Libia potrebbe fornire ulteriori quantità di gas, sebbene di dimensioni minori rispetto ad Algeria e Azerbaijan. Attraverso Greenstream, vengono importati 3,2 miliardi di metri cubi.

Per quanto riguarda il gas naturale liquefatto (Gnl), da Qatar, che è il primo fornitore in Italia, ed Egitto si prevede possano arrivare 3 miliardi di metri cubi aggiuntivi nel 2022 e 5 miliardi nel 2023. Altri 5 miliardi giungerebbero dal Congo nel 2023-2024. Secondo quanto promesso dal Presidente Joe Biden, inoltre, nuovi flussi aggiuntivi dovrebbero arrivare dagli Stati Uniti.