Alla scoperta della Via Regia delle Calabrie, la Via delle Memorie

Uno studio ha consentito di georeferenziare la Via Regia delle Calabrie anche sui sistemi satellitari

Contro lo spopolamento dei Borghi è necessario investire i fondi del PNRR per la loro valorizzazione. Ad esempio la Via Regia delle Calabrie, un tempo percorsa dai grandi viaggiatori del Gran Tour è una vera opportunità. In alcuni casi i borghi, soprattutto dell’Appennino, negli ultimi 50 anni hanno visto uno spopolamento anche del 40%. Ora il trend potrebbe davvero essere definitivamente invertito. Partendo da uno studio durato ben 8 anni, abbiamo creato un progetto che andrà a riqualificare i borghi della Via Regia delle Calabrie, la Napoli – Reggo Calabria dell’ ‘800, luogo di grandi eventi storici di qualsiasi epoca. La Via Regia si incrocia anche con l’antica Consolare romana, Via Popolia, ad esempio! Considerato il crescente interesse che oggi riscuote il viaggiare “a piedi”, i dati statistici relativi al Cammino di Santiago alla Via Francigena ed al Cammino di Assisi, ad esempio, sebbene risentano di una forte attrattiva “spirituale”, indicano un’affluenza di persone in transito che è triplicata negli ultimi 5anni, la Via Regia delle Calabrie percorsa dai viaggiatori del Gran Tour potrebbe contribuire alla ripartenza dell’Italia e a contrastare lo spopolamento dei borghi”: lo ha affermato Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia, salutando l’arrivo di Vienna Cammarota, Ambasciatrice di Archeoclub D’Italia e Guida Ambientale Escursionistica di Assoguide che oggi è arrivata a Castrovillari.

Vienna, partendo da Serre il 26 Marzo, ha attraversato Postiglione (Sa), Sicignano degli Alburni (Sa), Petina (Sa), Auletta (Sa), Pertosa (Sa), Polla (Sa), Atena Lucana (Sa), Sala Consilina (Sa), Padula (Sa), Montesano (Sa), Casalbuono (SA). Ha attraversato la Basilicata con i borghi di Lagonegro (Pz), Rivello (Pz), Nemoli (Pz), poi ha attraversato anche Lauria, Castelluccio Superiore, Castelluccio Inferiore, Laino Borgo (Pz), poi Rotonda (Pz) Morano Calabro e ieri, alle ore 10 e 56 è arrivata a Castrovillari.

Sono stanca di raccontare perché vorrei tanto che fosse la gente a raccontare, a me piace ascoltare. Lungo il cammino ho incontrato davvero tanti ragazzi ed ho visto che questi giovani sono attenti, hanno fatto tante domande. Io ho invogliato i giovani a camminare e soprattutto a viaggiare perché con il viaggio, la conoscenza, la loro mente può allargarsi a 360 gradi. Devono viaggiare lungo il loro territorio – ha affermato Vienna Cammarota, Ambasciatrice di Archeoclub D’Italia e Guida Ambientale Escursionistica di ASSOGUIDE – devono rientrare sul territorio perché i giovani con il loro restare sul territorio possono davvero sviluppare e non abbandonare i borghi. Io al termine del cammino lungo la Via Regia delle Calabrie, porto dentro una grande emozione: la strada! Il pensare che un tempo c’erano tante taverne, c’era tantissima gente che percorreva questa strada e c’erano i corrieri. Ad esempio i corrieri si fermano presso le taverne, cambiavano cavalli e continuavano il viaggio per consegnare il messaggio, una lettera. Ho pensato anche ai briganti perché la Via Regia era anche la strada dei briganti ed era necessario prestare attenzione. Adesso ovviamente è una strada sicura. L’emozione è stata anche nel vedere i ragazzi, molto attenti, bravi nel recepire e c’è qualche ragazzo o anche qualche ragazza che mi ha scritto : “Ti voglio bene, Vienna”. Però devo dire che dobbiamo pensare a tutelare sempre di più il Patrimonio Ambientale. Io amo ciò che incontro e saluto tutto ciò che incontro, saluto anche un fiore, un albero. La riqualificazione della Via Regia delle Calabrie può salvare i borghi dallo spopolamento però ai giovani deve essere insegnata l’importanza del territorio nel quale vivono. Bisogna sentirsi non parte di un paese ma dell’intero territorio e collaborare, lavorare insieme, fare rete e comunità con altri borghi perché chiudersi in se stessi non serve a nulla!”.

Vienna Cammarota, 72 anni, lungo il cammino ha incontrato numerosissime comunità ucraine e famiglie scappate dalla guerra. La Via Regia delle Calabrie è anche la Via delle Memorie, memorie di un tempo di quando chi voleva emigrare la percorreva a piedi per raggiungere l’imbarco per l’America.

Quello della Via Regia delle Calabrie è un percorso storico e in gran parte è interessato dalla perimetrazione del Parco Nazionale del Pollino, Geoparco Unesco che pone particolare attenzione al recupero degli itinerari storici specialmente per quelli che riguardano l’archeologia. E il Parco sta continuando gli studi su questi siti come ad esempio a Laino a Cerchiara ed in altri Comuni. Crediamo che il recupero e la valorizzazione storica dei siti – ha dichiarato Angelo Catapano, Consigliere del Parco Nazionale del Pollino e sindaco di Frascineto – potrà portare solo ad una conoscenza ben precisa di questo Patrimonio che il Parco conserva, tutela e cerca di promuoverlo nel migliore dei modi. La riqualificazione di questi percorsi storici che passano anche attraverso i borghi è molto positiva”.

Ci crediamo tanto nella riqualificazione della Via Regia delle Calabria. Emblematici sono i report turistici dell’epoca pre – covid che vedevano in netto calo determinate forme di turismo ma non erano in calo i cammini e da qui l’esigenza – ha affermato Ernesto Bello, Assessore al Turismo del Comune di Castrovillari – la necessità di valorizzare i cammini religiosi, turistici e soprattutto quelli che ripercorrono i tratti storici come quello della Via Regia delle Calabrie”.

Taverne antiche, osterie di un tempo, percorsi bellici, epitaffi con scritte in latino, ma anche strade di epoche diverse che si incrociano, molteplici castelli, palazzi ducali, ponti ottocenteschi, siti romani, geositi di grande valore, tutto è unito dalla Via Regia delle Calabrie. La Via Regia delle Calabrie offre davvero un turismo green, alternativo. Ed ora uno studio, curato da Luca Esposito, storico della Cartografia del Regno di Napoli e Delegato Archeoclub D’Italia al Programma di Riqualificazione dei Borghi sulla Via Regia delle Calabrie, ha consentito di inserire la strada ottocentesca sui sistemi satellitari.

Lo studio, grazie al quale è stato possibile ritrovare 30 taverne antiche, dell’ ‘800, ben 14 tratte postali con gli uffici postali dell’ ‘800, ma anche tracciati stradali di epoca romana, Battisteri paleocristiani, ricostruendo anche storie meravigliose legate a Garibaldi, Napoleone, ai grandi scrittori stranieri ed italiani che hanno percorso la Via Regia delle Calabrie, è durato ben 8 anni. Un’attività di ricerca condotta con molta costanza sul campo e mirata a ridare sviluppo turistico ai numerosi borghi che si trovano lungo la Via Regia la cui realizzazione iniziò alla fine del XVIII secolo ad opera di Ferdinando IV. Ad esempio mentre si cammina in un’aperta campagna ed è facile imbattersi nella fontana della Regina Margherita – ha dichiarato Luca Esposito – quella era la sorgente che dissetò la Regina durante un lungo viaggio. Oppure quanti sanno che a Sicignano degli Alburni si fermò Cicerone per dissetarsi? E lì c’è una fontana oggi al posto dell’allora sorgente. Quanti sanno che lungo la Via Regia delle Calabrie c’è una delle ultime e tra le più antiche pietre miliari? O ancora quanti hanno visto ad esempio l’imponente Ponte Borbonico di Campostrino la cui realizzazione costò molto ma oggi abbiamo davvero una grande opera, bella, sontuosa, splendida anche esteticamente ed ancora utilizzata. Nei pressi di questo ponte è possibile ammirare anche una cappella borbonica. Quella cappella fu realizzata per dare la possibilità alle maestranze di pregare prima di iniziare a lavorare. Ed ancora il fascino degli epitaffi, in pratica le indicazioni stradali dell’ ‘800. Colpisce soprattutto quello di Serre, in provincia di Salerno dove si da con grande eleganza, un romantico benvenuto al viaggiatore narrando in latino la storia e la motivazione per la quale era nata la Via Regia delle Calabrie. Tante le taverne che abbiamo riscoperto dopo tanto tempo ed alcune sono immerse nella vegetazione, così come alcuni ponti. Però la Via Regia delle Calabrie, attraversa fiumi, reti ferroviarie di un tempo, tanti borghi. Vienna Cammarota ne ha attraversati ben 22 in 7 giorni. Ad esemio Castrovillari ci racconta più storie. C’è il Castello Normanno – Svevo che sarebbe di origini romane e c’è uno straordinario Museo che contiene numerosissime testimonianze antiche, soprattutto di epoca romana. Il Castello Normanno-Svevo autentica roccaforte medievale sorta presumibilmente sui resti di una struttura romana più antica. L’unica fonte accreditata, che fa risalire all’XI secolo l’edificazione del fortilizio, composto da una sola massiccia torre, è il racconto dello storico Tufarello (1599 circa), secondo il quale nel 1076 i moranesi si liberarono del dominio dei saraceni con l’aiuto dei normanni, abili nella scelta di luoghi strategici atti alla difesa. Il maniero era considerato Regio dagli Aragonesi. La struttura che si vede oggi è frutto di un intervento di restauro terminato nel 2011. E tra Morano e Castrovillari il fascino del ponte borbonico sul Coscile poi c’è il secondo ponte, quello più antico, che è il ponte di S. Rocco, nei pressi della cappella omonima.
Al termine del ponte, sulla sinistra, una rampa di scale che costeggia un muro diruto in pietrame a secco, collega con la strada di epoca francese, posta ad un livello superiore.
Nel punto in cui la strada svoltava lungo via Roma si collocava la stazione di posta di Castrovillari , oggi coincidente con il palazzo Miglio, posto al civico 3 di piazza Municipio (sullo slargo destro di corso Garibaldi) proprio di fianco alla chiesa di S. Francesco. Dunque è un’altra stazione postale dell’ ‘800 sulla Via Regia delle Calabrie che è possibile vedere”.