Covid, l’ammissione di Greco (Cts): “le chiusure sono state inutili”

“La più grande difficoltà del Cts è stata dover suggerire misure di contenimento e mitigazione la cui efficacia scientifica era debole mentre i costi sociali ed economici erano certi", ha detto l'epidemiologo Donato Greco

Il 31 marzo, con la fine dello stato d’emergenza legato al Covid, è stato sciolto il Comitato tecnico scientifico (Cts), il gruppo di esperti che ha consigliato il governo sulla gestione della pandemia. L’epidemiologo Donato Greco, divenuto membro del Cts un anno fa, ha parlato a Rai Radio1, ospite della trasmissione ‘Radio1 in vivavoce’, del lavoro svolto in questi due anni di pandemia dal Cts, tra difficoltà ed errori.

Sul lavoro fatto dal Cts, Greco ricorda: “abbiamo fatto 65 riunioni tra persone molto diverse che però poi hanno portato a conclusioni unanimi”. Quanto all’ultima riunione “alla fine un po’ di commozione aleggiava tra noi, insieme alla delusione di vedere la bizzarria dell’andamento dell’epidemia”, ha aggiunto. La decisione più difficile è stata “imporre sacrifici e limitazioni a tutto il Paese, non è stato facile”, ha detto Greco, mentre un errore è stato “non avere piani pandemici, cosa che ha portato a trovarci impreparati“.

Le affermazioni più forti fatte da Greco, però, sono quelle che riguardano le misure più dure, che non hanno avuto efficacia nel fermare il virus. “La più grande difficoltà del Cts è stata dover suggerire misure di contenimento e mitigazione la cui efficacia scientifica era debole mentre i costi sociali ed economici erano certi. Qualunque chiusura, a cominciare dalle scuole fino alle restrizioni delle attività commerciali, non è riuscita a contrastare la diffusione del virus come poi si è visto. Anche l’isolamento più duro del marzo 2020 non ha sortito alcun effetto sul contenimento dell’epidemia”, ha confessato Greco, ospite di ‘Un giorno da pecora’ su Rai Radio 1.

Un altro errore, secondo l’esperto, è stato aver lasciato la parola in tv ai “virologi star”. Greco ammette che l’”errore più grande” commesso dal Cts è “non aver prodotto comunicazione, abbiamo lasciato spazio ad una serie di virologi autonominati”. “Perché virologi presenti nei talk e non noi del Cts? Noi avevamo dovere della riservatezza, i virostar hanno avuto accesso ai talk pur non avendo notizie”, ha detto Greco. L’epidemiologo ha poi espresso le sue preferenze sui virologi più noti ai media: “Roberto Burioni è stato molto utile e ha dato un contributo scientifico utile; Pregliasco ha competenze specifiche; Crisanti è un polemico bravissimo con le zanzare, è un personaggio discusso nel mondo accademico; Zangrillo? Un rianimatore, non c’azzecca nulla. Antonella Viola è immunologa e biologa, bravissima nella comunicazione”.