Covid, il lockdown duro di Shanghai: gente disperata e senza cibo urla dalle finestre | VIDEO

Shanghai è al centro dell'ondata attuale di contagi, ma la linea dura voluta dal governo centrale non sembra dare i risultati sperati

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Dopo un durissimo lockdown, alcuni residenti di Shanghai sono stati autorizzati a uscire dalle loro case mentre nella megalopoli da 25 milioni di abitanti restano strette misure di contenimento per evitare l’espansione in città del Covid. I residenti delle aree senza casi da almeno due settimane (“aree di prevenzione”) possono lasciare le loro case a partire da martedì: hanno una popolazione di circa 4,8 milioni di persone e si tratta in maggioranza di sobborghi non affollati. Inoltre, ad 1,8 milioni di persone residenti nelle “aree di controllo”, dove non si sono verificati nuovi casi nell’ultima settimana, è concesso uscire ma non possono lasciare i loro quartieri. Ben 15 milioni di persone risiedono invece nelle “aree di quarantena” che hanno avuto infezioni nell’ultima settimana: per loro è vietato uscire di casa.

Nelle ultime 24 ore la Cina ha segnalato 24.659 nuovi casi di cui 23.387 senza sintomi. Tra questi 23.346 sono stati individuati a Shanghai, solo 998 dei quali sintomatici.

Rabbia e proteste a Shanghai

Nelle scorse ore la rabbia dei residenti di Shanghai, sottoposti a lockdown dal 28 marzo scorso si è trasformata in proteste, con scene di caos e tensioni tra i cittadini e il personale sanitario e di sicurezza. Alcuni cittadini si sono recati direttamente davanti alla sede di una stazione di polizia, violando l’isolamento domiciliare: hanno urlato la loro rabbia per le condizioni a cui sono sottoposti da settimane, e per l’assenza di consegne di generi alimentari e di prima necessità, una pesante criticità con cui le autorità della metropoli cinese hanno avuto a che fare in questi giorni. L’ondata di contagi a Shanghai ha mandato in tilt i gruppi di delivery, oberati dalle richieste, e neppure l’intervento delle autorità locali è riuscito a soddisfare la domanda di beni essenziali di milioni di persone che non possono uscire di casa. La protesta si è fatta sentire anche dalle finestre dei compound della città. Un video postato sui social mostra i condomini di un complesso residenziale che urlano il proprio incoraggiamento agli altri residenti.
Rabbia e frustrazione accumulate per giorni si sono sfogate nelle urla “vogliamo lavoro, vogliamo libertà” dei residenti che hanno violato la quarantena e sono scesi in strada alla ricerca di cibo. Tra le situazioni più difficili c’è anche quella della separazione dei bambini dai propri genitori per l’isolamento dei positivi al Covid: chi risulta positivo al tampone non può trascorrere l’isolamento tra le mura domestiche ed è costretto al ricovero in una struttura designata.

La politica “contagi zero”

La Cina è tra i Paesi con la politica più rigida di contenimento al mondo: anche di fronte al forte malcontento la linea “contagi zero” viene definita “l’unica via per uscire dall’attuale complessa situazione“, in un editoriale pubblicato dal tabloid Global Times. Shanghai è al centro dell’ondata attuale di contagi, ma la linea dura voluta dal governo centrale non sembra dare i risultati sperati contro l’attuale ondata, mentre i giorni passano e il bilancio economico e sociale del pugno di ferro contro il virus si fa sempre più insostenibile. Oltre alle forti tensioni, l’ondata di contagi ha peggiorato anche la situazione sanitaria: la CNN ha citato il caso di un uomo malato di cancro allo stomaco che avrebbe dovuto essere ricoverato per la chemioterapia, ma che non ha avuto il permesso di lasciare la propria abitazione.