L’Agenzia Italiana del Farmaco ha ritenuto di raccomandare la quarta dose a tutti “sopra agli 80 anni e alle persone fragili o con altre malattie fra i 60 e i 79 anni“, perché i richiami sono sicuri, il livello degli anticorpi si rialza di nuovo ai livelli della terza dose e in Israele i casi gravi sono diminuiti, “con una riduzione di tre volte dei ricoveri: da 180 ogni 100mila vaccinati a 68“: è quanto ha evidenziato in un’intervista a Repubblica il direttore generale dell’AIFA Nicola Magrini. “Per ottobre parliamo di richiamo annuale. A quel punto avremo verosimilmente nuovi vaccini adattati alle varianti,” ha spiegato, e “per chi fa il secondo richiamo oggi è previsto anche il richiamo autunnale“. “Ognuno è libero di scegliere se farlo o no, ma le evidenze sono convincenti e le iniezioni non dovrebbero spaventare nessuno“. Le tre dosi “sono un classico, che costruisce una risposta immunitaria ottimale. La quarta dose è una spinta in più, offerta a chi resta a rischio, partendo dal dato che dopo 4-5 mesi si ha una graduale perdita di efficacia“.
Per le vaccinazioni si era discusso dell’ipotesi “dell’immune exhaustion, ovvero della mancata produzione di anticorpi per esaurimento immunitario dopo stimoli ripetuti, ma è stata completamente esclusa, se parliamo di intervalli fra le vaccinazioni superiori ai 4 mesi. Con la quarta dose gli anticorpi tornano ad aumentare oltre i livelli della terza,” ha sottolineato Magrini.
Il nuovo vaccino che arriverà in autunno “potrà contenere l’RNA adattato a una o più varianti già note” e si parla di un vaccino contro tutti i Coronavirus: “E’ una delle linee di ricerca che si seguono oggi, forse la più importante, ma stimo che ci voglia ancora almeno un anno“.


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