Covid, rabbia a Shanghai in lockdown: nuovo record di contagi, tra proteste e carenza di cibo

Shanghai rimane l'epicentro dell'attuale ondata di contagi, la peggiore dallo scoppio dell'epidemia a Wuhan

Nonostante il lockdown, è stato registrato un nuovo record di contagi a Shanghai: superano quota 26mila. Secondo l’ultimo aggiornamento della Commissione Nazionale per la Sanità, nella metropoli si contano 914 casi confermati e 25.173 casi asintomatici: il dato è in lieve rialzo rispetto a quello di ieri, nonostante i casi confermati siano tornati sotto quota mille. Shanghai rimane l’epicentro dell’attuale ondata, la peggiore dallo scoppio dell’epidemia a Wuhan, a fine 2019.

Il prolungato lockdown ha innescato forti polemiche tra i residenti per le difficoltà nel reperimento di generi alimentari e di prima necessità, e per gli enormi ritardi nelle consegne. Le autorità hanno promesso i primi allentamenti, dopo le dimissioni di migliaia di pazienti dalle strutture adibite alla quarantena, e tentano di rassicurare i 26 milioni di abitanti sull’impegno per la regolarità delle forniture.

Shanghai ha diviso le unità residenziali in tre categorie di rischio epidemico, permettendo a quelle dove non si registrano casi positivi da due settimane di condurre una “attività appropriata“, ha spiegato un funzionario della municipalità, Gu Honghui, citato dai media cinesi: sono ora 7.624 le aree ancora sottoposte a blocco, a cui se ne aggiungono altre 2.640 soggette a controlli, e altre 7.565 “di prevenzione”, destinate alla riapertura.

La preoccupazione per la nuova ondata di contagi coinvolge anche altre città, tra cui Wuhan e Guangzhou: in quest’ultima città, hub manifatturiero nel Sud/Est del Paese, si sono registrati 27 nuovi contagi, nove dei quali asintomatici. Le autorità locali hanno ordinato la chiusura per almeno una settimana delle scuole elementari e medie, che saranno sostituite dalla didattica a distanza, e hanno chiesto ai residenti di non lasciare la città, salvo casi di necessità.