La Uk Health Security Agency ha annunciato di stare monitorando una nuova variante di SARS-CoV-2, “XE“, una mutazione ricombinante dei ceppi BA.1 e BA.2, riscontrata in 600 persone.
Nell’ultimo aggiornamento diffuso sull’andamento globale di Covid-19, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noto che la variante XE di SARS-CoV-2, mutazione ricombinante di Omicron 1 e Omicron 2 (BA.1 e BA.2), è stata rilevata per la prima volta nel Regno Unito il 19 gennaio scorso. Le prime stime indicano un possibile “vantaggio del tasso di crescita di circa il 10% rispetto a BA.2, ma questo dato richiede un’ulteriore conferma“. Benché si ipotizzi dunque un 10% in più di contagiosità per XE rispetto a Omicron 2, l’OMS ha precisato che, finché non verranno riportate “significative differenze nella trasmissibilità” del mutante “e nelle caratteristiche della malattia” che provoca, “inclusa la gravità“, XE verrà considerata una variante appartenente alla “famiglia” Omicron.
Al via nuova indagine rapida sulle varianti
Per stabilire una mappatura del grado di diffusione delle varianti VOC (Variant Of Concern) e di altre varianti di SARS-CoV-2 in Italia – ed in particolare della variante omicron e dei suoi sottolignaggi – verrà realizzata una indagine rapida (“quick survey”), coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità con il supporto della Fondazione Bruno Kessler e in collaborazione con il Ministero della Salute, le Regioni e Provincie Autonome: l’obiettivo di questa indagine sarà quello di identificare, tra i campioni con risultato positivo per SARS-CoV-2 in RTPCR possibili casi di infezione riconducibili a queste varianti: è quanto stabilisce una circolare del direttore generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, Giovanni Rezza. La valutazione, si specifica, prenderà in considerazione i campioni notificati il 4 aprile 2022 (prime infezioni non follow-up) da analizzare tramite sequenziamento genomico.


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