Covid, i virologi italiani si scagliano contro la Cina: “è dittatura sanitaria, misure drastiche faranno danni”

I virologi italiani condannano l'inasprimento delle misure anti Covid in Cina: "un altro lockdown non proteggerà dal contagio"

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Se pochi mesi fa ci avessero detto che avremmo visto, sentito e letto dichiarazioni dei virologi nostrani contro le misure anti Covid, ci saremmo fatti una grassa risata e avremmo pensato che si trattasse di fake news. Eppure, visto che da due anni a questa parte la realtà supera molto spesso la fantasia, è accaduto realmente. I grandi nomi della virologia italiana, divenuti noti nel corso della pandemia da Covid-19, si stanno scagliando in queste ore contro la Cina, dove è in corso un’altra virulenta ondata pandemica, additando il governo come troppo rigido nelle misure prese contro il contagio e parlando di ‘dittatura sanitaria’.

bassetti

Questa è una vera dittatura sanitaria”, ha dichiarato Matteo Bassetti sulle misure che la Cina sta adottando a Shanghai per arginare la diffusione del covid. Sui social rimbalzano le immagini dei centri in cui migliaia di persone vengono isolate. La città è alle prese con un rigido lockdown. “Credo che i cinesi stiano prendendo una grandissima cantonata a livello medico e scientifico. Tendere a zero covid con la variante Omicron è impossibile. E’ evidente che c’è di mezzo anche qualcosa di diverso rispetto alla gestione sanitaria. Questa è una vera dittatura sanitaria e si sta commettendo l’errore gravissimo commesso 35 anni fa con l’Hiv. Si sta creando lo stigma del virus, se sei positivo devi essere rinchiuso in una struttura che non ha nulla di civile”, aggiunge a Mattino 5. “Si vedono scene che mi auguro vengano condannate dai nostri politici. Non c’è nulla di scientifico, è solo un’esibizione di forza”.

Massimo Galli
Foto Ansa

E non è solo Bassetti a pensarla in questo modo. “La Cina ha fatto interventi drastici di contrasto al virus durante la prima fase della pandemia” di Covid-19. Misure che, “almeno per il contrasto al virus, hanno avuto successo. E ora, in questa nuova ondata, ha ritenuto di applicarle di nuovo, senza se e senza ma. Senza tener conto” però “del fatto che quello che circola oggi non è il virus originario. Omicron e i suoi ‘discendenti’ sono assai più contagiosi e assai più diffusivi. Il confinamento coatto dei contagiati, di cui stiamo vedendo le immagini in questi giorni, oltre a suscitare indignazione dal punto di vista umanitario, è totalmente inutile dal punto di vista tecnico in questo nuovo contesto”. E’ quanto riferito all’Adnkronos Salute da Massimo Galli, ex direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano.

I provvedimenti di dislocazione brutale dalle case – continua – con un confinamento in aree specifiche delle persone infettate, bambini compresi, e interventi drammatici sugli animali. Tutto questo non ha senso dal punto di vista tecnico, con un virus così diffusivo. In questa situazione è utile, al limite, l’isolamento domiciliare. Non hanno quindi nessuna giustificazione le misure da lager che sono anche tecnicamente sbagliate“, conclude Galli secondo il quale, “quando i politici di professione, per di più in un Paese non democratico, ritengono di essere anche depositari della verità scientifica e di potersi muovere con le loro logiche sulla base di informazioni non suffragate da dati e da visione scientifica, succedono disastri“.

E ancora, si è espresso in merito anche l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di igiene all’Università del Salento: “La nuova ondata Covid in Cina è il risultato di scelte sbagliate. Il Paese ha perseguito fin dall’inizio la cosiddetta politica zero-Covid, cioè di interventi massicci di isolamento, quarantene e lockdown per impedire la diffusione del virus” ma “questo tipo di politica sanitaria può avere senso per breve tempo, per arginare cioè l’emergenza e dare il tempo al sistema sanitario di attrezzarsi con terapie più efficaci e, soprattutto, con la vaccinazione. Purtroppo la campagna vaccinale in Cina non ha funzionato a causa della bassissima efficacia dei vaccini utilizzati“. “La Cina quindi – continua Lopalco – si è trovata a fronteggiare l’ondata di Omicron avendo la popolazione completamente scoperta dal un punto di visto immunitario. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: è come se, per loro, la pandemia fosse iniziata ora. A questo va aggiunto che i metodi coercitivi che si stanno utilizzando a Shanghai non solo sono riprovevoli sul piano dei diritti umani, ma anche tutto sommato inutili perché non fanno altro che rimettere in campo una strategia di controllo che si è dimostrata fallimentare“.

L’obiettivo ‘zero Covid’ è utopistico dal punto di vista epidemiologico“, considerando che “il grande lockdown non ha mai portato a questo traguardo. E dal punto di vista sociale è inammissibile“. Così Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, commentando all’Adnkronos Salute la reazione della Cina alla nuova ondata . “La reazione del lockdown è assurda – afferma l’esperta – e persino componenti del nostro Cts“, il Comitato tecnico scientifico che ha gestito la fase di emergenza terminata il 31 marzo, nel tempo “si sono ricreduti su questa misura che non ha portato al contenimento dell’infezione”. E in merito ad eventuali rischi, Gismondo si dice convinta che con la bella stagione non vi sarà “un aumento sostanziale dei contagi“.