Elon Musk vuole Twitter e offre 43 miliardi, ma la proprietà è contraria e si oppone

Il consiglio di amministrazione di Twitter sta per rifiutare una enorme offerta avanzata da Elon Musk per acquisire la maggior parte delle azioni

MeteoWeb

Elon Musk è intenzionato ad entrare a far parte dell’Olimpo di Twitter e mette sul piatto 43 miliardi di dollari in un’offerta ostile per salire al 100% della società, e aggiungere così al suo palmares di titoli anche quello di ‘barone dei social media’. All’offerta si è però opposto il consiglio di amministrazione di Twitter, sebbene in un primo momento abbia dichiarato di prendere in considerazione l’offerta. Dopo due settimane convulse, durante la quali ha annunciato di aver rilevato una quota del 9% in Twitter e ha bocciato l’idea di entrare nel consiglio di amministrazione della società, Musk lancia così’ l’affondo sulla piattaforma dallo “straordinario potenziale” non espresso. Il suo piano prevede un delisting della società per apportare le modifiche necessarie e rilanciare Twitter come la “piattaforma della libertà di espressione” per eccellenza.

Credo che la libertà di parola sia un imperativo sociale per una democrazia funzionante. Ma con il mio investimento ho realizzato che la società non può nè prosperare nè servire questo imperativo nella sua forma attuale. Twitter deve essere trasformata” per aprire il suo potenziale, afferma Musk nella comunicazione alla Sec in cui annuncia la sua operazione e nella quale mette in evidenza di non avere “fiducia nel management” della società.

Intanto l’offerta di Musk è stata bocciata dal principe saudita Talal Alwaleed, azionista di Twitter, perché non riflette neanche lontanamente il “valore intrinseco” della società. Il patron di Tesla ha messo sul piatto 52,40 per azione, con un premio del 54% rispetto al giorno in cui ha iniziato a investire in Twitter a gennaio. “E’ l’offerta migliore e quella definitiva“, dice Musk, minacciando velatamente la possibilità di rivedere anche il suo ruolo di azionista nella società qualora la sua proposta venisse bocciata. “Ho un piano B” in caso di bocciatura, spiega il miliardario.

E il titolo Twitter è volato inizialmente a Wall Street con l’offerta di Musk , poi però gira in negativo con gli investitori che sollevano dubbi sulla sua bontà. Fra le incognite c’è la modalità con cui Musk finanzierà l’operazione. Il patron di Tesla è l’uomo più ricco del mondo, con la maggior parte della sua fortuna legata al colosso delle auto elettriche. Pur potendo far leva sui titoli di Tesla per ottenere finanziamenti e prestiti dalla banche, Musk deve far i conti con i limiti imposti dal colosso delle auto elettriche sull’uso delle quote in possesso come collaterale. Secondo le stime di alcuni analisti, Musk per realizzare il suo piano di un delisting di Tesla ha bisogno di un finanziamento fra i 15 ei 20 miliardi.