“Speravamo meglio, speravamo che i guardiani della prevenzione eterna (sparpagliati tra governo, ministero della Salute e varie sette virology) per una volta cercassero di accorciare la distanza tra i loro aggiornamenti regolamentari e le effettive abitudini della cittadinanza: invece no, si fa all’italiana, fiducia zero, si dice dieci perché tanto la gente farà cinque – hanno pensato – e si fotografa l’esistente con l’otturatore tarato su un altro tempo“.
Lo ha scritto in un post su facebook il giornalista Filippo Facci commentando l’ordinanza con cui il ministro Speranza ha prolungato l’obbligo di mascherina su mezzi pubblici, a scuola, cinema e teatro, fino al 15 giugno. “Siamo stati il primo paese europeo a muoversi per l’emergenza covid – prosegue Facci – ora dobbiamo anche essere l’ultimo ad uscirne: forse ci siamo affezionati, si è scambiata la severità inutile per autorevolezza, l’ottusità per responsabilità, sta di fatto che in Europa le mascherine non le mette praticamente più nessuno: qui invece no, da noi non si scherza, siamo nati per soffrire e tanto vale impararlo da piccoli, direttamente a scuola, dove quei poveretti di studenti finiranno le lezioni senza neppure ricordarsi le facce dei compagni (e magari senza aria condizionata, che fa patriottico) e senza lasciare che anche i più cresciutelli, imprenditori e responsabili di uffici pubblici e privati, possano regolarsi di volta in volta. Finiremo per incentivare il turismo all’estero, per farci la nomea di Paese dove è meglio non respirare, odieremo per sempre i mezzi pubblici, porteremo dallo psicologo quei 4 bambini su 10 che vivono la mascherina come un ciuccio e non riescono più a levarla, aboliremo la mimica facciale, ci esprimeremo con i like, e al Carnevale di Venezia organizzeremo balli senza maschera. In Inghilterra e Danimarca e Svezia e Croazia, probabilmente, sono tutti morti: le mascherine le hanno abolite totalmente. Da noi, invece, e per fortuna, si consolida una sanità pubblica che ormai ingloba le dimensioni sociali e comportamentali dell’esistenza: un buon modo per vivere il resto della vita come dei palombari, e un buon modo per far dimenticare a certi ministri che la Sanità è fatta anche di cose frattanto trascurate, rimaste indietro, così gravi e così ingombranti che nessuna mascherina riesce a coprirle tutte”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?