Gas russo, “4 clienti europei hanno già pagato in rubli” ma fonti Ue smentiscono: “nessuno Stato membro intende farlo”

Secondo una fonte vicina a Gazprom, 4 acquirenti europei hanno già pagato le forniture di gas russo in rubli ma fonti Ue smentiscono

La Russia è passata dalle minacce ai fatti: Bulgaria e Polonia sono i primi due Paesi europei che hanno visto le loro forniture di gas russo interrotte. Il motivo è il rifiuto di pagare in rubli, come richiesto dal decreto di fine marzo firmato dal Presidente Vladimir Putin. Putin ha chiesto ai Paesi che definisce “ostili” di accettare uno schema in base al quale aprirebbero conti presso Gazprombank e pagherebbero le importazioni di gas russo in euro o dollari che verrebbero convertiti in rubli. Polonia e Bulgaria si sono rifiutate di saldare in rubli i pagamenti in scadenza lo scorso 26 aprile e per questa ragione le forniture ai due Paesi sono state interrotte ieri, mercoledì 27 aprile.

Dopo lo stop dei flussi a Bulgaria e Polonia, il Presidente della Duma russa, Vyacheslav Volodin, si era espresso a favore dell’interruzione delle forniture a tutti i Paesi non amici. In totale, l’elenco degli acquirenti di gas russo nell’elenco dei Paesi considerati “ostili” da Mosca comprende 21 Stati, tra cui anche l’Italia. Gazprom ha comunicato a Bulgargaz e Pgnig, le sue controparti bulgare e polacche, che i flussi resteranno sospesi fino a quando i pagamenti in rubli non saranno ricevuti. Essendo Polonia e Bulgaria degli stati di transito del gas verso Paesi terzi, Gazprom ha inoltre avvertito i due Paesi che in caso di prelievo non autorizzato di gas russo destinato a Paesi terzi, le forniture di transito verranno ridotte di un ammontare analogo.

Secondo quanto riportato ieri da Bloomberg, citando una fonte vicina a Gazprom, 4 acquirenti europei hanno già pagato le forniture in rubli e in totale 10 Paesi hanno finora aperto i conti speciali presso Gazprombank necessari per assecondare le condizioni di Mosca di pagare in valuta locale.

Fonti Ue: “nessuno Stato membro intende pagare in rubli”

Tuttavia, oggi arriva la smentita da parti di fonti Ue: nessuno Stato membro vuole pagare il gas russo in rubli. Dalle stesse fonti, non emergono né riscontri né smentite – “non abbiamo una visione formale al riguardo” – alle notizie sul fatto che qualcuna delle società europee abbia già aperto il secondo conto presso Gazprombank in rubli ma si invita a diffidare dalle ‘fake news’, ricordando quelle già circolate ieri ad esempio sulla disponibilità dell’Austria a procedere a un pagamento in rubli, poi smentita direttamente dal cancelliere austriaco.