“Noi non siamo disponibili a pagare in rubli il gas russo“. E’ quanto dichiarato dal ministro per gli affari regionali, Mariastella Gelmini. “Credo poi – ha aggiunto Gelmini – che sia molto difficile anche per Putin rinunciare a vendere il gas, non ci dobbiamo spaventare più di tanto“. Il governo, dunque, è fermo nella decisione che rischia di portare il nostro Paese a far parte delle nazioni alle quali la Russia sta negando i rifornimenti di gas, proprio per aver deciso di non pagare in rubli.
Gelmini ha confermato la scelta al Tg2 Post, sottolineando che il governo si sta muovendo per rendere il Paese più autonomo dal gas russo. Il ministro ha anche resto noto che il decreto legge per gli aiuti alle famiglie dovrebbe andare in Consiglio dei Ministri lunedì. Gelmini, inoltre, sulla guerra è categorica: “l’Ucraina difende anche i valori dell’Occidente. Se ci fosse una resa, non sarebbe possibile nessuna trattativa“. “La mossa di Putin sa tanto di rappresaglia. Rispetto a tutto questo, la scelta che oggi è stata ribadita anche dalla Von der Leyen è di non cedere a questo ricatto. Da parte dei Paesi europei c’è stata un’immediata solidarietà nei confronti di Polonia e Bulgaria. Noi non siamo disponibili a pagare il gas in rubli. Il governo sta lavorando per diversificare i rifornimenti, siglare accordi con altri Paesi, e rendere l’Italia nel più breve tempo possibile autonoma dalla Russia“.
“Non ci dobbiamo far spaventare dalle minacce di Putin sul gas. Accanto al lavoro che stiamo facendo per diversificare i rifornimenti, il governo lunedì approverà un provvedimento sull’energia che andrà nella direzione di una drastica semplificazione per quanto riguarda la nostra economia e per non interrompere la catena delle produzioni rinnovabili”, conclude Gelmini.


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