Scienza: grazie all’analisi del DNA, fatta luce sulle origini degli Avari

I ricercatori rispondono ad una domanda che è rimasta un mistero per più di 1400 anni: chi erano le élite avari, misteriosi fondatori di un impero che quasi schiacciava Costantinopoli

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Una recente ricerca ha fornito per la prima volta informazioni sul genoma della popolazione degli Avari, portando con sé indizi sulle loro origini. Gli Avari fondarono, nel 560, un impero che durò oltre due secoli, situato nel bacino dei Carpazi. Non avendo lasciato documenti scritti, le origini e l’intrigante storia di questa popolazione restano tutt’oggi un mistero. Allo studio pubblicato su Cell, ha lavorato una equipe multidisciplinare composta dai ricercatori del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, dell’ELTE University e dell’Institute of Archaeogenomics di Budapest, della Harvard Medical School di Boston, dell’Accademia austriaca delle scienze e dell’Institute for Advanced Study di Princeton. Il team ha preso in esame 66 individui del bacino dei Carpazi. Lo studio ha incluso le otto tombe più ricche mai scoperte della popolazione degli Avari, piene zepp di oggetti d’oro.

Rispondiamo a una domanda che è rimasta un mistero per più di 1400 anni: chi erano le élite avari, misteriosi fondatori di un impero che quasi schiacciava Costantinopoli e per più di 200 anni governarono le terre dell’odierna Ungheria, Romania, Slovacchia, Austria, Croazia e Serbia?“, spiega Johannes Krause, autore senior dello studio. “La contestualizzazione storica dei risultati archeogenetici ci ha permesso di restringere i tempi della migrazione degli Avari. Percorsero più di 5000 chilometri in pochi anni dalla Mongolia al Caucaso, e dopo altri dieci anni si stabilirono in quella che oggi è l’Ungheria. Questa è la migrazione a lunga distanza più veloce nella storia umana che possiamo ricostruire fino a questo punto“, spiega Choongwon Jeong, co-autore senior dello studio.

Fino a questo momento informazioni sugli Avari sono giunte fino a noi perlopiù dalle fonti storiche dei loro nemici, i Bizantini, che si interrogarono sull’origine dei temibili guerrieri avari dopo la loro improvvisa apparizione in Europa. Sono dunque note le loro affinità con le popolazioni dell’Asia nord-orientale e la loro probabile origine dovuta alla caduta dell’Impero Rouran. Lo studio recente mostra però anche che le élite del periodo avaro del VII secolo avevano tra il 20 a 30 percento di ascendenza non locale, probabilmente associata al Caucaso settentrionale e alla steppa dell’Asia occidentale, che potrebbe suggerire un’ulteriore migrazione dalla steppa dopo il loro arrivo nel VI secolo.

L’ascendenza dell’Asia orientale si trova in individui provenienti da diversi località nell’area di insediamento centrale tra i fiumi Danubio e Tibisco nell’odierna Ungheria centrale. Tuttavia, al di fuori della regione di insediamento originaria troviamo un’elevata variabilità nei livelli di commistione interindividuale, specialmente nella regione sud-ungherese di Kolked. Ciò suggerisce un’élite immigrata di avari che governava una popolazione diversificata con l’aiuto di un’é’lite locale eterogenea. Questi risultati entusiasmanti mostrano quanto potenziale ci sia nella collaborazione senza precedenti tra genetisti, archeologi, storici e antropologi per la ricerca sul “periodo di migrazione” nel primo millennio d.C.