Guerra Ucraina, la Russia chiede di evitare il conflitto armato tra potenze nucleari

La Russia chiede agli altri Stati di rispettare le 'regole' per evitare il conflitto nucleare, ma per la nipote di Krushiov la guerra nucleare è più vicina che nel 1962

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La Russia, dopo due mesi dall’inizio della guerra in Ucraina, ha invitato ora gli altri Stati ad attenersi alla logica scritta nei documenti per prevenire una guerra nucleare e seguire rigorosamente il principio che un tale conflitto è inammissibile. E’ quanto dichiarato oggi alla Tass dal direttore del Dipartimento per la non proliferazione e il controllo degli armamenti del ministero degli Esteri russo, Vladimir Yermakov.E’ imperativo riaffermare il principio che i rischi di una guerra nucleare che non deve mai essere scatenata devono essere ridotti al minimo attraverso la prevenzione di qualsiasi conflitto armato tra potenze nucleari“, ha aggiunto l’alto diplomatico.

Pronipote Krushiov: guerra nucleare più vicina che nel 1962

La Russia e l’Occidente sono più vicini alla guerra nucleare di quanto non lo fossero stati durante la crisi dei missili cubani. E’ quanto ha avvertito la pronipote di Nikita Krushiov, Nina Krushiova, accademica il cui bisnonno era a capo dell’Unione Sovietica durante la crisi dei missili cubani del 1962. La guerra in Ucraina sembra essere più pericolosa poiché nessuna delle due parti sembra disposta a “fare marcia indietro“, ha aggiunto, ricordando che sia il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy che Krusciov decisero di ridurre l’escalation non appena la guerra nucleare diventò una vera minaccia. Parlando al programma Today, Krushiova, docente di affari internazionali alla New School di New York, ha commentato: “Ciò che ha davvero ha salvato il mondo in quel momento è stato che sia Krushiov che Kennedy, qualunque cosa pensassero dell’ideologia dell’altro e anche se non erano d’accordo con essa, e non volevano cedere e battere le palpebre per primi, equando è apparsa la minaccia di un potenziale conflitto di qualsiasi gentile, hanno subito fatto marcia indietro“.