Nella lotta alla pandemia, la Cina ha sempre seguito un approccio ultra-aggressivo, improntato alla “tolleranza zero”. Ma la diffusione della variante Omicron, molto più contagiosa rispetto alle precedenti, sta rendendo la strategia cinese, che si basa su lockdown, test a tappeto e isolamento, inutilmente più dolorosa e duratura. Se Shanghai, megalopoli da 25 milioni di abitanti, è finita tutta in lockdown da inizio aprile, ora anche la capitale Pechino teme di fare la stessa fine.
Intanto da Shanghai arrivano immagini molto forti, di persone ormai stremate che non riescono più a sostenere le condizioni imposte che, nella migliore delle ipotesi, le vedono chiuse in case da settimane, se non addirittura nei centri di isolamento. Il lockdown dura da ormai molte settimane e i residenti di Shanghai iniziano a non poterne più, gravati anche dai problemi che sono derivati dal lockdown estremo, come la mancanza di approvvigionamenti base, come cibo e medicine.
Nelle ultime ore, hanno fatto il giro del web le immagini (censurate dalla Cina ma diffuse tramite alcuni filmati amatoriali) di un turista che circa di fuggire all’isolamento. Di notte, l’uomo ha tentato di sfondare le barriere di metallo in una strada di Shanghai ma è stato tirato indietro da quattro persone in tute protettive. “Voglio morire“, grida l’uomo nel filmato (vedi video in fondo all’articolo). “Sei venuto in Cina, qui devi rispettare le leggi e i regolamenti”, è la replica. “A nessuno importa. Vado a uccidermi. Sto per uccidermi. Adesso mi uccido. Non importa, guarda. Mi ucciderò“, dice l’uomo, in preda alla disperazione, dopo che si era apparentemente arreso.
Appena le guardie mollano la presa, però, l’uomo tenta un’altra fuga, interrotta però da un’altra barriera. A quel punto, l’uomo viene arrestato. Immagini terribili, che riportano alla mente quelle dell’inizio della pandemia: è l’approccio che la Cina ha sempre utilizzato. Estremo, fin troppo.
