Lunedì nero per le borse mondiali, e l’euro crolla ai minimi storici con dollaro e rublo

Lunedì nero sui mercati internazionali per i timori di nuovi lockdown in Cina: nessun effetto Macron in Europa, crolla anche l'euro

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E’ un lunedì nero, oggi, 25 aprile 2022, per le borse di tutto il mondo. A spingere i listini internazionali al ribasso è la Cina, dove la Borsa di Hong Kong è crollata per i timori di nuove restrizioni del governo per i contagi da Covid-19 e per la stretta dei tassi negli Usa: l’indice Hang Seng ha perso soltanto oggi il 3,73%. L’indice Shenzhen ha perso addirittura lo 6,08% mentre il Composite di Shanghai lascia sul terreno il 5,13%. In Cina sono enormi le preoccupazioni di ulteriori lockdown legati alla pandemia che paralizzerebbero la ripresa economica nella regione. Ieri il bilancio delle vittime del Covid è salito a 87 a Shanghai, ancora in lockdown, mentre la capitale Pechino è pronta ad “agire senza indugi” dopo un rimbalzo dei contagi nel weekend.

Il rischio di una riduzione della domanda di Pechino ha fatto crollare anche le altre commodity: a Shanghai i future sull’alluminio hanno perso il 47%, quelli sull’acciaio rebar il 15%, quelli sulle bobine laminate a caldo il 16,9%, a Dailan il ferro ha perso il 45%. In calo anche i metalli preziosi come l’oro (-1,1%), l’argento (-2,3%) e il palladio (-3,5%). La ricerca di porti sicuri spinge invece i titoli di Stato i cui rendimenti sono in calo generalizzato, a partire dal Bund tedesco (-8 punti base allo 0,88%). Si amplia tuttavia il differenziale di rendimento verso il meno sicuro Btp italiano, con lo spread che sale a 173 punti base e un rendimento in calo al 2,62.

Andamento in profondo rosso per tutte le borse europee

In conseguenza, è crollato il prezzo del petrolio (-4,5% il Wti a 97,41 dollari al barile, -4,6% il Brent a 101,78 dollari) spingendo al ribasso tutto il comparto energetico europeo (-3,88% l’Euro Stoxx 600) e, di conseguenza, stanno scivolando sempre più in basso gli indici del Vecchio Continente, già messi sotto forte pressione dal nuovo allarme Covid-19 in Cina. Il rischio di una frenata della domanda colpisce anche titoli delle vendite al dettaglio (-2,2%), dei beni di consumo (-2,5%) e dell’automotive (-2%). Così Milano arriva a perdere il 2,2%, con Tenaris (-6%), Saipem (-4,3%) ed Eni (-3,87%) tra le peggiori. Parigi allarga le perdite al 2,6%, nonostante l’elezione di Macron che avrebbe dovuto pompare le borse verso l’alto. In calo anche Francoforte all’1,9%, Londra al 2%, Madrid all’1,3% e Amsterdam al 2,8%.

Il dollaro si rinforza, crolla l’euro

Sul fronte valutario, crolla l’euro che al momento è scambiato a 1.0737 dollari, ad un passo dal minimo storico assoluto del 30 dicembre 2016. Clamoroso anche il crollo sul rublo: un’unità della valuta europea si scambia stamani a 79,4 rubli, mai così pochi dal giugno 2020 e in netta ripresa persino da prima della guerra.

Il Dollaro è la valuta che beneficia di più in questo momento sui mercati internazionali, approfittando del suo status di ‘asset rifugio’ poiché l’aggravarsi della pandemia di Covid in Cina solleva timori per l’economia mondale. In mattinata l’indice del Dollaro, che confronta il biglietto verde con un paniere di altre principali valute, ha guadagnato lo 0,21% a 101,43 punti dopo aver raggiunto i 101,74 punti, record da marzo 2020. Lo yuan, il cui tasso controllato dallo stato cinese non è integrato nell’indice del Dollaro, ha perso lo 0,79% a 6,5530 yuan per un Dollaro, dopo aver raggiunto 6,5560 yuan, il minimo da aprile 2021.