Eccezionale scoperta sull’Etna: Dario e Paolo Teri riportano alla luce “Grotta 3000” | FOTO

La grotta si trova esattamente a quota 3000 metri, potrebbe essere l’ipogeo vulcanico posto attualmente più in alto

  • Credit Dario e Paolo Teri
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MeteoWeb

Eccezionale scoperta sull’Etna: i fratelli Dario e Paolo Teri hanno portato alla luce “Grotta 3000“, una suggestiva cavità. Potrebbe trattarsi dell’ipogeo vulcanico situato a quota più alta (3000 metri), al momento, sul vulcano. Si trova vicino le bocche eruttive createsi nel 2014 al di sotto del Cratere di Nord/Est.

Questa affascinante grotta si trova esattamente a quota 3000 metri (da qui il nome) e ciò probabilmente la rende l’ipogeo vulcanico posto attualmente più in alto sull’Etna,” spiegano i due escursionisti. “La cavità si trova sulla eruzione dell’estate del 2014 che si riversò nell’alta Valle del Leone e per raggiungerla conviene salire dalla strada carrabile turistica da Piano Provenzana e a Piano delle Concazze dirigersi verso la base orientale del Cratere di Nord Est fino a giungere alle bocche eruttive del 2014, quella posta più a sinistra in direzione cratere di Sud Est, ospita il canale della grotta 3000.
Si tratta di un ingrottamento vulcanico molto particolare sia per il contesto ambientale in cui si trova proprio alla base dei crateri sommitali, dove non sono note molte altre grotte, sia per il fatto che abbiamo rilevato una massa di ghiaccio notevole sul fondo, probabilmente perenne, oltre a un caratteristico laghetto congelato. Cosa molto insolita considerando che si tratta di una grotta molto giovane formatesi solo 8 anni fa. Altra particolarità è data dal fatto che l’accesso alla grotta avviene da un crollo della volta che permette con un salto di toccare il fondo. Qui ci si rende conto che il terreno calpestabile è in realtà un grandissimo volume di neve accumulato in inverno che forma una sorta di piramide i cui lati dividono in due parti la cavità, a monte e a valle. Gli stessi lati acclivi consentono l’accesso – probabilmente solo nei mesi caldi – ai due tronconi della grotta.
La parte a monte è esplorabile da un accesso a pozzo che richiede necessariamente corda, ramponi e attrezzatura speleo. Tuttavia ci siamo resi conto che deve esserci un accesso pochi metri più a monte e nel momento della esplorazione è ancora occluso dalla neve. Questo perché all’interno è presente su condotto, posto su un livello più alto di 4/5 metri, della neve che appare evidentemente portata dentro da una apertura superiore. Questa parte di grotta superiore si presenta come uno spettacolare atrio, un ambiente molto grande, con presenza di stalattiti di ghiaccio e l’enorme cono di neve che dall’ingresso riempie l’accesso fino al fondo, posto circa 10 metri più in basso.
In questa grande stanza, la cui altezza raggiunge i 13/14 metri circa, è presente pure del ghiaccio sul fondo che sembra ostruire il canale di scorrimento impedendo la prosecuzione dell’esplorazione. Lo sviluppo di questa parte di grotta è di circa 25 metri, ma non si è potuto ancora esplorare il canale del secondo livello.
La parte a valle della grotta ha un accesso più agevole, non necessità l’uso di corda, ma è utile se non indispensabile insieme ai ramponi per visitarla fino in fondo a causa della presenza di fondo ghiacciato. Dopo qualche metro dall’ingresso si discende su grossi blocchi crollati dalla volta, ma stabili e al momento dell’esplorazione completamente coperti da 20/30 cm di neve. Uno scenario surreale trovandosi dentro una cavità, ma evidentemente la posizione dell’ingresso esposto a O-NO permette l’accumulo grazie al vento e le bufere.
Arrivati sul fondo a circa 20 metri di profondità si dirama in 2 canali, entrambi con fondo ghiacciato. Il minore tra i due a sinistra, accessibile risalendo una paretina di rocce saldate di un paio di metri, presenta un fondo ghiacciato che forma un laghetto. Il canale principale invece è ghiacciato già partendo da una zona acclive che forma uno scivolo ghiacciato di circa 4 metri, che continua poi in piano per 6/7 metri fin dove la massa di ghiaccio occlude del tutto la prosecuzione. Questa parte di grotta ha uno sviluppo di circa 40 metri.
Lungo la stessa frattura vi sono altri ingressi, ancora parzialmente occlusi dalla neve che fanno presumere un collegamento col i canali superiori e che verranno successivamente visitati.
Riteniamo che questa cavità, poco nota o forse del tutto sconosciuta fino ad oggi, potrebbe rappresentare un importante sito da attenzionare, sia per ricercatori, ma anche per le guide e gli speleologi etnei.
Certo si trova anche alla base dei crateri sommitali, in uno spettacolare scenario panoramico tra il Sud Est, Voragine e Nord Est, zona particolarmente esposta e tra le più effimere delle situazioni“. “Pertanto è bene approfittare della visita di questa meraviglia del vulcano finché non sparirà sotto qualche nuova eruzione,” concludono gli escursionisti.