Sicurezza nucleare: visita ai laboratori ISIN del Segretario Esecutivo CTBTO Robert Floyd

Robert Floyd ha ringraziato l’Italia per l’apporto dato a livello internazionale che non si è mai interrotto anche durante la fase più acuta della pandemia

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Una delegazione del CTBTO, l’Organizzazione per l’applicazione del Trattato per il bando totale degli esperimenti nucleari, guidata dal Segretario Esecutivo Robert Floyd, è stata in visita oggi ai laboratori dell’ISIN di Castel Romano.
A ricevere la delegazione del CTBTO, il direttore dell’Ispettorato, Maurizio Pernice. “Gli eventi bellici hanno fatto tornare di attualità minacce di deterrenza nucleare che sembravano relegate nell’archivio della storia – ha dichiarato Pernice nel suo discorso di benvenuto. “Il trattato per la messa al bando dei test nucleari è uno dei simboli della consapevolezza, assunta dalla comunità internazionale, della estrema pericolosità di questo tipo di armamenti e dell’esigenza di escluderli dalla dialettica dei conflitti, anche i più aspri. Credo che una salda e sincera collaborazione fra tutti i paesi nella gestione della risorsa nucleare – ha proseguito – sia la maggiore garanzia di sicurezza per tutti e che i meccanismi di controllo internazionali rappresentino una forma di tutela forte e reciproca per le nazioni e i popoli che intendono vivere in pace e sicurezza”.

Sicurezza nucleare, visita ai laboratori ISIN del Segretario Esecutivo CTBTO Robert Floyd

Nel suo intervento Floyd ha ringraziato l’Italia per l’importante apporto al CTBTO con i suoi laboratori che non hanno mai interrotto l’attività anche durante la fase più acuta della pandemia. Il Segretario Esecutivo dell’organizzazione ha sottolineato che il laboratorio italiano dell’ISIN è il primo dei 16 presidi sparsi in tutto il mondo che è stato visitato da quando ha assunto la guida dell’organismo nell’agosto scorso.
Riguardo alla situazione in Europa e alla guerra in corso, Robert Floyd ha riportato la preoccupazione che si avverte in tutto il mondo e che è stata manifestata anche nel corso di un recente meeting in Indonesia dai rappresentanti di tutti i paesi, a riprova che ciò che accade in Ucraina non viene vista come una crisi locale ma come un problema globale.
Robert Floyd infine ha ricordato il grande ruolo del Trattato che, pur non essendo ancora entrato in vigore, ha già avuto un effetto positivo. Infatti dalla sua firma gli esperimenti nucleari si sono ridotti notevolmente e dall’inizio del nuovo secolo sono stati effettuati solo da un paese.

Il CTBTO nasce a seguito del Trattato sulla Messa al Bando Totale degli Esperimenti Nucleari (Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty, CTBT), adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 settembre 1996.
Ad oggi, sono 185 gli Stati che hanno firmato il Trattato, di cui 172 hanno provveduto alla ratifica. Tuttavia, ai fini della sua entrata in vigore, l’Articolo XIV richiede che esso venga ratificato da tutti gli Stati elencati nell’Annesso II al Trattato, tra cui non compaiono ancora Cina, Egitto, India, Iran, Israele, Corea del Nord, Pakistan e USA.
In attesa delle ratifiche mancanti, è stata istituita, nel novembre 1996, una Commissione Preparatoria con sede a Vienna, il cui compito è facilitare l’entrata in vigore del Trattato e predisporre il regime globale delle verifiche.
L’Italia ha ratificato il Trattato con la Legge 15 dicembre 1998 n. 484, successivamente modificata dalla Legge 24 luglio 2003, n. 197. In attuazione del Trattato, l’Autorità Nazionale responsabile per l’attuazione del Trattato, il Ministro degli Affari Esteri, ha provveduto alla istituzione del Centro Nazionale Dati, gestito dall’Autorità Nazionale, con il supporto tecnico-scientifico dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e dell’ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile). Inoltre l’Italia, oltre che a partecipare alle attività della Commissione Preparatoria, contribuisce direttamente al Sistema Internazionale di Monitoraggio. Due sono le strutture nazionali inserite in tale sistema: la stazione sismologica di Enna, che si occupa di trasferire dati al Centro Internazionali Dati, e il laboratorio per la rivelazione dei radionuclidi dell’ISIN, deputato all’analisi dei campioni di interesse della CTBTO.

Nel corso dell’incontro, Floyd ha avuto modo, guidato dal responsabile dell’Area Rischio radiologico e coordinamento attività tecniche dell’ISIN, Luciano Bologna, e del responsabile dei Laboratori radiometrici, Leandro Magro, di visitare i laboratori e le attrezzature utilizzate.
Nel 2016, il laboratorio ISIN di misura della radioattività nel particolato atmosferico, denominato ITL10, è entrato a far parte del Sistema di Monitoraggio Internazionale (IMS) realizzato nell’ambito del CTBT.
Il sistema di monitoraggio internazionale è costituito da un insieme di reti di rilevamento: sismica, infrasonica, idroacustica e della radioattività dispersa in atmosfera.
Il laboratorio ITL10 si affianca a 12 laboratori certificati (su un totale di 16 previsti in tutti i continenti) che rappresentano una élite di altissima specializzazione per questa tipologia di misura, in grado di rilevare gli effetti di un evento nucleare in qualsiasi parte del mondo possa verificarsi, stabilendone anche la data di accadimento.