Il ‘silenzio’ dell’Etna, l’esperto: “il vulcano si sta ricaricando” | INTERVISTA

Dopo una lunga serie di parossismi l'Etna sembra ora essere in una sorta di fase di riposo, fatta eccezione per i due parossismi di inizio anno. Ma qual è la situazione all'interno del vulcano siciliano?

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Il ‘quasi’ silenzio che l’Etna sta ‘regalando’ ormai da settimane ai siciliani risulta quasi inaspettato dopo mesi di parossismi che si sono susseguiti uno dopo l’altro. Ma cosa sta accadendo all’interno del vulcano? E’ una calma reale o solo apparente? L’abbiamo chiesto a Salvatore Giammanco, Primo Ricercatore presso l’INGV-Osservatorio Etneo, Sezione di Catania. “Quest’anno abbiamo avuto due nuovi parossismi – racconta Giammanco –, il 10 e il 21 febbraio, molto forti energeticamente parlando. Intanto il vulcano, che si era sgonfiato, sta cominciando lentamente a rigonfiarsi: sta arrivando nuovo magma che si sta accumulando all’interno del vulcano. Proprio a causa di questo magma ci sono stati questi due primi parossismi. Ciò che è certo è che il vulcano si sta ricaricando: siamo come nella fase pre 2021, con i due parossismi di dicembre 2020 e poi la sequenza di 53 parossismi del 2021″.

“Potremmo dunque essere in una condizione simile: noi ci aspettiamo una ripresa dell’attività ma non a breve. Ad ogni modo non ci sono segnali di un’imminente eruzione”, precisa Giammanco. “Sulle tempistiche non possiamo dire nulla perché siamo in fase iniziale. Come è stato per gli altri eventi, la rete di sorveglianza ci darà un preavviso di qualche ora sull’evento eruttivo. Potrebbe esserci un’eruzione laterale, ma non è la cosa più probabile. Ci attendiamo nuovi parossismi. Perché l’Etna, questo è certo, non ha smesso di fare il suo mestiere”, sottolinea il vulcanologo.

Foto di Alfio Squadrito

Approfittando di questa pausa dell’attività eruttiva ci stiamo concentrando sullo sviluppo tecnologico, come l’installazione di fibre ottiche per misurare le dilatazione del vulcano con precisione, o le tomografie sismiche, con una sorta di visione a raggi X di ciò che c’è sotto al vulcano per scoprire dove sono le camere magmatiche, le zone di accumulo di magma. Questo ha permesso di meglio definire aree crostali dove il magma risiede prima di essere eruttato – spiega Salvatore Giammanco – . Ci sono poi altre ricerche in corso, come l’impatto delle emissioni di cenere e di gas sull’ambiente e sulla salute. Una di queste è “Pianeta Dinamico”, una ricerca che ha diversi sottotemi, come l’impatto in positivo o in negativo sulla salute o sull’ambiente. E’ innegabile, infatti, la maggiore incidenza di alcune patologie come sclerosi multipla, SLA, tumori al cervello e tiroide, soprattutto nelle aree sottovento, nel versante sud orientale del vulcano“. Si sta indagando il fatto che le cenere vulcanica possa trasportare “minerali disciolti dalla pioggia che poi arrivano nelle falde acquifere. Per cercare di comprendere queste dinamiche c’è al lavoro un foltissimo gruppo di esperti, tra cui anche endocrinologi e neurologi“, chiosa Giammanco.

eruzione etna oggi

Si parla sempre più spesso del lento scivolamento verso il mare dell’Etna. Ma cosa comporta realmente questo movimento? “Lo scivolamento gravitativo del fianco orientale del vulcano avviene sempre da migliaia di anni, quindi nulla di nuovo. Oggi, grazie agli studi, lo si misura con sempre maggiore precisione. Il versante orientale è fatto da sottoblocchi, ognuno dei quali ha una velocità di scivolamento diversa dall’altra: la maggiore velocità si ha nel blocco Nord Est, man mano che si scende verso Sud la velocità diminuisce, verso Catania, ad esempio, siamo intorno ad un millimetro all’anno. Questo scivolamento, inoltre, non si ferma alla costa, ma continua in mare. E’ un movimento gravitativo che si ha in molti altri vulcani, come ad esempio alle Canarie o alle Hawaii, da uno o più fianchi. Seguendolo si può evitare che vada a causare danni, soprattutto ad infrastrutture come ponti o gasdotti. Ci sono zone, in Sicilia, dove vanno rifatti spesso i tubi del gas, solo per fare un esempio. Guardando nel lungo termine questo scivolamento crea delle problematiche non indifferenti e per questo va monitorato e affrontato con cognizione“, conclude il vulcanologo.