Non ci sono prove archeologiche chiare che Gesù sia realmente esistito, per non parlare di dove avrebbe potuto essere battezzato. Ciò che sappiamo è che il battesimo di Gesù da parte di Giovanni Battista appare in non meno di tre dei quattro vangeli del Nuovo Testamento: Matteo, Luca e Giovanni. Secondo questi resoconti, fu battezzato nel fiume Giordano.
La domanda è in quale preciso punto sia successo lungo il fiume Giordano. I vangeli sinottici sono vaghi su questo punto. Oggi due siti si contendono il titolo di “dove Giovanni battezzò Gesù”: uno è Yardenit, che si trova un leggermente a sud rispetto a dove il Giordano esce dal Mar di Galilea. L’altro è al-Maghtas, 100 chilometri a sud di Yardenit in linea d’aria, un sito che si trova a cavallo del fiume con una parte in territorio israeliano e una parte in Giordania. Al-Maghtas si trova a breve distanza di auto a nord dal Mar Morto ed era anche conosciuto nell’antichità come Bethabara (“luogo di incrocio”) o Betania oltre il Giordano.
Non ci sono però prove solide delle attività battesimali di nessuno né a Yardenit né ad Al-Maghtas, e tanto meno di quella di Gesù. Detto questo, mentre Yardenit non ha rovine associate, al-Maghtas certamente sì. Sul lato giordano del fiume, ha una chiesa della fine del V o dell’inizio del VI secolo e sul lato israeliano un monastero chiamato Qasr al-Yahud (“Forte degli ebrei”).
Una mappa di Madaba, realizzata dai mosaicisti nel VI secolo nota per essere la prima rappresentazione conosciuta della geografia della Terra Santa, raffigura un sito chiamato “Bethabara, il luogo del battesimo di San Giovanni” sul fiume Giordano. È mostrato sul lato occidentale, israeliano del fiume, ma gli storici non credono che la mappa di Madaba abbia raggiunto tale risoluzione e pensano che Bethabara si riferisca alla vicinanza generale. Il nome Betania potrebbe essere un semplice diminutivo di Bethabara. Ma le mappe e le chiese che appaiono secoli dopo l’evento non possono essere prese come oro colato, ovviamente. Le tradizioni possono essere come il gioco dei sussurri cinesi o il classico gioco del telefono senza fili: una strada lunga e tortuosa rispetto all’originale.
Al-Maghtas, ad ogni modo, sembra il luogo più papabile, ovviamente se supponiamo che Gesù sia realmente vissuto. Al-Maghtas è stato il luogo tradizionale del battesimo di Gesù fin dall’antichità, e si presume che esso (alias Bethabara o Betania) sia il luogo a cui si fa riferimento nel Vangelo di Giovanni:
«Queste cose avvennero a Betabara al di là del Giordano, dove Giovanni battezzava» (Gv 1,28).

Il fatto che oggi i pellegrini cristiani si riversino ad al-Maghtas non è rilevante; né lo sono le scelte dei pellegrini nella tarda antichità. Né le rovine bizantine risalenti all’incirca al VI secolo ad al-Maghtas significano molto. Probabilmente furono erette lì in base alla tradizione locale; ma quando la gente del posto indica ai turisti un sito in cui la tradizione dice che è successo qualcosa, quell’identificazione non è necessariamente affidabile. Né lo è mai stato. A volte le persone ti dicono quello che pensano tu voglia sentire. A volte vogliono venderti “reliquie” o souvenir del passato. Un esempio è la regine Elena, madre dell’imperatore Costantino, che visitò Gerusalemme nel 326 d.C. o giù di lì e basandosi sulla consultazione della gente del posto, trovò una presunta lvera croce” che aveva il potere non solo di guarire i malati ma di resuscitare i morti. Come spiega la Leggenda aurea compilata grosso modo tra il 1259 e il 1266: un uomo di nome Giuda (non quello biblico) trovò tre croci in un sito a Gerusalemme; due non mostravano capacità magiche, ma quando Giuda depose un cadavere sulla terza croce, “il corpo che era morto tornò in vita“.
In sostanza, sembra impossibile capire, oggi, dove Giovanni battezzò Gesù. Se quel battesimo effettivamente venne compiuto. Non sappiamo dove e, salvo un miracolo, è probabile che non lo sapremo mai.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?