Essere positivi al SARS-CoV-2 ma senza sintomi permette di non diffondere facilmente il virus: gli asintomatici sono infatti responsabili del 66% in meno dei contagi rispetto ai sintomatici e, tra l’altro, la maggior parte delle infezioni non sono risultate del tutto asintomatiche. A queste conclusioni sono giunte una revisione sistematica e una meta-analisi pubblicate sulla rivista PLOS Medicine da Diana Buitrago-Garcia dell’Università di Berna.
Nella ricerca sono stati presi in considerazione 130 studi, con dati su 28.426 persone affette da SARS-CoV-2 in 42 Paesi, tra cui 11.923 persone definite asintomatiche. Nei diversi studi esaminati si è visto che gli asintomatici andavano da un minimo del 14% di tutti i casi di Covid considerati a un massimo del 50% dei casi. Ad ogni modo il rischio di trasmettere il virus per un asintomatico è risultato mediamente del 66% inferiore rispetto al rischio di un individuo sintomatico. “La vera percentuale di infezione da SARS-CoV-2 asintomatica non è ancora nota – precisa il coautore dello studio coautore Nicola Low – e i 130 studi che abbiamo esaminato indicano quote molto diverse tra loro. Tuttavia – conclude – è importante sottolineare che le persone con un’infezione veramente asintomatica sono comunque meno infettive di quelle con infezione sintomatica“.
