Covid, Costa: “15 giugno probabile fine delle restrizioni”

"Credo che ci siano le condizioni per dire che siamo di fronte alla possibilità di arrivare a un'estate senza restrizioni", ha detto Andrea Costa

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L’Italia ha abbandonato il Green Pass e le mascherine, anche se queste ultime sono state mantenute in alcuni contesti. Mentre la maggior parte dei Paesi ha già lasciato cadere tutte le restrizioni legate alla pandemia, in Italia ci sono ancora regole e norme che limitano la nostra vita quotidiana. Ora il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha ipotizzato una data per la fine delle restrizioni anche nel nostro Paese.

Se la situazione continuerà a migliorare è ragionevole pensare che le proroghe al 15 giugno delle restrizioni anti-Covid possano arrivare a una fine. Credo che ci siano le condizioni per dire che siamo di fronte alla possibilità di arrivare a un’estate senza restrizioni. Il Governo ha deciso il criterio della gradualità sia nell’introduzione sia nell’allentamento delle misure restrittive, abbiamo deciso la proroga fino al 15 giugno per alcune situazioni“, ha detto Costa in visita a Genova.

Sui vaccini, Costa ha aggiunto: “l’obiettivo del Governo è arrivare al prossimo autunno con un vaccino aggiornato, magari che comprenda oltre all’anti-Covid anche l’influenza. Un richiamo annuale, non parlerei più di quarte-quinte-seste dosi. D’altronde chi da vent’anni si sottopone annualmente al vaccino antinfluenzale non è arrivato alla ventesima dose. Ogni anno si è fatto un richiamo, anche per il Covid questo è l’obiettivo a cui dobbiamo arrivare”.

Infine il sottosegretario Costa ha commentato anche la situazione in Cina, dove continua la linea della tolleranza zero, con lockdown estesi a intere città, test a tappeto e isolamento in strutture dedicate. “Le notizie sul Covid che arrivano dalla Cina ci devono ricordare che non siamo fuori dalla pandemia, ma che l’obiettivo è convivere con il virus, non si può pensare di arrivare al contagio zero. L’obiettivo del contagio zero in Cina è utopistico e irraggiungibile, va considerato che in Cina c’è una percentuale di vaccinati inferiore all’Italia, peraltro con un vaccino con una copertura inferiore come le evidenze scientifiche hanno dimostrato. D’altronde in Cina hanno deciso di vaccinare per primi i lavoratori e non gli anziani”, ha detto Costa.

I dati del presente ci consentono di fare un ulteriore passo verso la normalità. In Italia c’è una buona protezione e dobbiamo dire ad anziani e ultra fragili di fare la quarta dose di vaccino, così come circa 3 milioni di concittadini devono ricevere ancora la dose booster, per essere maggiormente protetti in caso di recrudescenza del virus”, ha concluso.